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Style/il Giornale

“Alla rossa preferisco il rosso” ... “La Francia ha grandi tradizioni ma in Italia si fa il vino più buono del mondo”: parola dell’ex pilota di F1, oggi commentatore sportivo, bon vivant e produttore di un eccellente “Còtes du Rhòne”... Dopo venti anni passati a sfrecciare sui circuiti di tutto il mondo, Jean Alesi è tornato nella natia Provenza (Avignone, classe ‘64) per dedicarsi alla sua tenuta. Dopo tanti successi nelle categorie minori, Mesi nel 1989 approdò nella Formula 1. Dal 1991 al 1995 ha guidato la Ferrari con la quale vinse una gara ma ha corso anche per Benetton, Sauber, la scuderia di Prost e la Jordan, con cui ha chiuso la carriera nella massima serie. Oggi commenta le gare per la Rai e dal 1995 è stato preso dalla passione per il vino acquistando un vigneto di quattro ettari ad Avignone. Il suo rosso, Còtes du Rhòne A. O. C. Clos de I’Hermitage proviene dall’ultima vigna situata nel famoso distretto de la Chartreuse di Villeneuve -lez-Avignon.

Che cos’è questo interesse per il vino: un ritorno alle origini, una passione improvvisa o cosa?

“Oggi è veramente una passione ma è nata casualmente. Quando ho cominciato a correre in Fi e a girare il mondo, ho sentito l’esigenza di avere una casa mia. E così mio padre mi trovò questa villa, veramente stupenda: c’è una vista da cui si vede tutta Avignone e ci sono circa quattro ettari di vigne e oliveti. All’inizio, quando ho visto che c’era anche una vigna, mi sono un po’ spaventato: prendermene cura non era certamente un qualcosa che poteva rientrare nelle mie competenze. Poi, per fortuna, ho saputo che c’era già una persona che si occupava con scrupolo delle viti e di conseguenza gli ho chiesto di continuare a farlo. Questa persona mi spiegò anche che, con i giusti investimenti, quest’uva poteva diventare di grande qualità: che era la cosa a cui tenevo di più. Oggi, infatti, è uno splendido parterre e produciamo 12 mila bottiglie l’anno di un eccellente vino”.

Come lo definirebbe?

“È solare, rispecchia anche la mia personalità e quella della zona di Avignone e della sua gente sempre allegra. Appena lo si assaggia ti infonde il buonumore e la gioia. Da un punto di vista tecnico il rosso è un assemblaggio di tre vitigni: 33% Grenache, 33% Syrah, 33% Mourvedre che ci impone la Còte du Rhòne. La vinificazione tradizionale, a temperatura controllata, avviene nelle cantine Chàteau de Ségriès. Dopo una macerazione di 21 giorni il vino viene fatto invecchiare in botti di quercia per otto mesi. Questo vino lascia un lungo retrogusto persistente, al contrario di altri che svaniscono subito”.

Meglio rosso o bianco?

“Non sono di quelli a cui piace solo un tipo di vino: a me piace lo champagne come aperitivo e scelgo il rosso o il bianco in base a cosa mangio e alla stagione. Non sono un grande fan del rosé, ma sono, comunque, un buon cliente per i venditori di vino”.

Secondo alcuni il vino è diventato troppo sofisticato e invece si dovrebbe recuperare la genuinità...

“Sono d’accordo, però c’è una bella garanzia riguardo al vino: vale a dire che alcune cose non si possono modificare. Nel senso che se l’uva è quella che , il prodotto sarà di conseguenza. Sicuramente il vino contadino è un buon prodotto. Poi, invece, puoi entrare in enoteche che sembrano delle gioiellerie dove anche l’immagine dei vini è un po’ esagerata rispetto alle loro qualità. Questo può confondere e trarre in inganno un po’ il consumatore. Mentre, a mio parere, i vini di qualità hanno sempre contesti più modesti e adeguati. Inoltre il mondo del vino è molto vasto, anche per il portafoglio: ci sono prezzi molto alti ma anche molto bassi. Non bisogna generalizzare, ma non si dovrebbe vendere un vino a un prezzo non accessibile a tutti. Dovrebbero abbassare i prezzi, secondo me”.

Italia e Francia si contendono la palma nel mondo vitivinicolo. Lei a chi l’assegnerebbe?

“Il vino francese è noto in tutto il mondo per la sua qualità: su questo non ci sono dubbi. Bisogna comunque dire che non sono solo le grandi etichette a decretare la qualità del prodotto, ma l’abilità degli uomini che ci lavorano dietro. La Francia ha una tradizione più forte per quanto riguarda la tecnica. Ma l’Italia non ha nulla da invidiare, in fatto di qualità: ha il vino migliore del mondo”.

Un campione di F1 amante del vino cosa direbbe ai giovani che si mettono alla guida dopo aver bevuto?

“Su questo tolleranza zero. Mi piace vivere ma, avendo anche dei figli adolescenti, sono perfettamente d’accordo che vengano applicate le multe più severe per chi si mette al volante dopo aver bevuto troppo”.

L’ex pilota vota i 10 vini da podio

Jean Alesi non si limita a elencare tra i suoi dieci preferiti soltanto i vini, ma include anche lo champagne autentico cosmopolita ci fornisce un elenco internazionale delle dieci bottiglie che stappa più volentieri.

1 Milleunanotte - Donnafugata Sicilia

2 Chàteau Haut-Brion - Bordeaux Francia

3 Chàteau Petrus - Bordeaux Francia

4 Monfrachet Louis Jadot - Bourgogne Francia (bianco)

5 Dom Perignon 1969 (rosé) - Champagne France

6 Chàteau Clos Dii Pape - Chàteau neuf du pape Francia (rosso 2005)

7 Chàteau Opus One - California USA

8 Chtiteau Baron L - Pouilly-Fume Francia

9 Louis Roederer Cristal - Champagne Francia (bianco)

10 Ca’ Del Bosco Cuvée Prestige - Franciacorta Italia


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