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Style Magazine/corriere Della Sera

Niente lieviti né fertilizzanti. La qualità sale in alto con il segreto della terracotta ... Cosa vuoi dire per un prodotto essere di tendenza? Vuoi dire sapersi inserire alla grande in un filone, in un pensiero culturalmente dominante in un dato luogo, in un dato periodo. Le parole chiave sono “alla grande”:
devi essere veramente un prodotto di grande spessore; se vali poco, sei solo un prodotto “alla moda” e basta. Oggi, per i prodotti agro- alimentari, le parole positive dominanti sono bio, naturale, tradizionale, come una volta. E il Serragghia bianco è un vino che ha saputo inserirsi in questo pensiero dominante alla grandissima, appunto perché è buonissimo. Nasce dall’innamoramento di Geneviève e Gabrio Bini, anni fa, per l’isola di Pantelleria. Comprano in quel di Serragghia una proprietà che, oltre a un tipico dammuso pantesco, comprende alcuni vigneti di zibibbo che ospitano piante di cappero. La prima idea, semplice e perfetta, è quella di salare i loro capperi con uno dei top sali del mondo: “la fleur de Sel de Guérande”. Il prodotto che ne viene fuori è di una bontà assoluta, tanto che viene utilizzato nelle cucine dei più grandi chef del mondo. E poi bisogna pensare al vino. Bini è già convinto di suo di puntare sul bio, questa idea viene confermata dall’incontro con un agronomo pantesco altrettanto convinto, Battista Belvisi. Insieme decidono non solo di produrre biologicamente, ma anche di utilizzare per fermentazione e vinificazione un materiale millenario: la terracotta, come descritto da Lucio Columella nel De re rustica, duemila anni fa. Punti cardine di questa produzione sono l’impiego di uve provenienti dall’azienda Serragghia o comunque seguiti direttamente da loro, l’alternanza delle potature e la rinuncia ai fertilizzanti, alla lotta dei parassiti, all’uso dei prodotti chimici durante la vinificazione, alle filtrazioni e alla chiarificazione dei vini e dei mosti e all’uso dei lieviti selezionati. Per la fermentazione usano i dolia, contenitori di terracotta senza manici, di norma di dimensioni maggiori rispetto alle anfore. Per vinificare, si utilizzano soltanto anfore, sempre di terracotta. Il risultato è straordinario: un vino di garbo e potenza assoluti. E assolutamente di tendenza.

Nome: Bianco Serragghia 2009 Zibibbo Vino Secco

Dove trovarlo: nei Ristoranti nelle Enoteche e nelle Vinerie

Prezzo: 45 Euro

Bottiglie prodotte: 1.500

Abbinamenti: Pesci, Carni, Formaggi stagionati

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