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TRA I “MIGLIORI” PER “WINE ENTHUSIAST” (LA RISERVA 2008), “ECO-FRIENDLY” PER LA GUIDA TOURING “VINIBUONI D’ITALIA”, UN VINO “DA INVESTIMENTO” PER IL TG1, CHE HA FATTO LA STORIA PER “IL MONDO”: ECCO LE “VIRTÙ” DEL BRUNELLO DI MONTALCINO TARGATO BANFI

E’ tra le migliori cinque Riserve 2008 nella classifica stilata da Kerin O’Keefe, da aprile 2013 nuovo responsabile italiano di “Wine Enthusiast Magazine”, la rivista a stelle e strisce tra le più autorevoli; ma è anche un vino eco-friendly, amico e rispettoso dell’ambiente come piace ai wine lovers, secondo la guida “Vinibuoni d’Italia” edita dal Touring che gli ha assegnato il suo Premio Eco-Friendly; e, poi è un vino da investimento secondo il Tg1, se si pensa all’esperienza dei “futures” lanciati per la prima volta proprio dalla Castello Banfi, tra le cantine che hanno fatto la storia del territorio per il settimanale “Il Mondo”: ecco alcune delle “virtù” del Brunello di Montalcino targato Castello Banfi, una delle cantine leader del terroir, celebrato dalle guide e dai media nazionali ed internazionali.
Anche se il suo giudizio sulle Riserve 2008 non è troppo positivo, nel complesso “underwhelming”, un giudizio “dovuto in gran parte alla qualità variabile della vendemmia. Molti hanno vendemmiato uva acerba o troppo matura, a seconda che l’uva sia stata vendemmiata prima o dopo le forti piogge che hanno guastato il periodo della raccolta”, Kerin O’Keefe stila comunque la classifica dei suoi migliori assaggi, tra cui, con 91 punti, il Brunello di Montalcino Riserva 2008 della Castella Banfi, e mette in evidenza la necessità, già promossa insieme ad altri critici internazionali, di una zonazione di Montalcino, nel prossimo futuro.
Un futuro in cui, molto probabilmente, i consumatori considereranno il fattore ecologico come uno dei parametri principali per scegliere un vino, attribuendo al concetto di “rispetto per l’ambiente” un’importanza simile al prezzo, alla varietà o all’origine. Castello Banfi ne è convinta tanto che la guida “Vinibuoni d’Italia” edita dal Touring, ha assegnato a Banfi, tra 16 etichette del territorio di Montalcino, il diploma di Premio Eco-Friendly.
E se si guarda al futuro, non si può non pensare al fenomeno di quei grandi vini, i “fine wine” protagonisti delle aste, star dei portafogli degli investitori, che interessa non soltanto i vini francesi di Bordeaux o Borgogna, ma anche pochissimi vini italiani, capaci di aumentare il loro valore in modo significativo, e tra questi c’è anche il Brunello di Montalcino. A raccontare l’eccellenza del territorio del Brunello di Montalcino anche il “Tg1” (audience 6 milioni di telespettatori, ndr) che, nel servizio della giornalista Carlotta Mannu, andato in onda il 20 gennaio (ore 20; http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-a5dc8cae-c579-447d-8ad1-a17d788bca61-tg1.html), spiega come investire nel vino valga, quasi, quanto nel mattone, e in cui Enrico Viglierchio, direttore generale Banfi, racconta i “futures” sul vino, lanciati per prima dalla Castello Banfi.
“Da Biondi Santi e Castello Banfi, che hanno fatto la storia di questo territorio, alle tante affermate cantine” di Montalcino fino agli emergenti, ai “produttori più giovani, ancora poco conosciuti, ma per nulla intimiditi dalle maggiori griffe, capaci di regalare belle sorprese”: ecco, a proposito di media, come la giornalista Anna di Martino sulle pagine del settimanale economico Rcs “Il Mondo” lancia l’appuntamento più atteso dell’anno, “Benvenuto Brunello” 2014, di scena a partire dal 21 febbraio a Montalcino, dove la Castello Banfi sarà tra i protagonisti.

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