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VENDEMMIA SPAGNOLA

In Spagna la vendemmia è iniziata, e si parla già di numeri: produzione a 43 milioni di ettolitri

Primi grappoli raccolti in Andalusia, con le previsioni del mondo cooperativo che prospettano un ritorno alla normalità

I giochi sono fatti, rien ne va plus. Con la fine di luglio, la vendemmia è già alle porte, non solo in Italia, dove le tempistiche non si discosteranno troppo da quelle dello scorso anno, ma anche in Spagna, dove i primi grappoli sono già stati raccolti, in Andalusia, dove già si brinda, almeno simbolicamente a quella che si prospetta come una campagna che torna a livelli quantitativi importanti, dopo le difficoltà del 2017, come racconta il primo report delle Denominazioni di Origine della regione spagnola, che sottolinea come lo stato del vigneto andaluso sia assolutamente positivo, grazie alle abbondanti piogge primaverili che hanno permesso alle viti di non andare in stress idrico, cui sono seguite settimane in cui l’andamento meteorologico e climatico è stato praticamente perfetto. Allargando l’analisi al resto del Paese, l’ottimismo è sostenuto dalle previsioni delle Cooperative Agroalimentari di Spagna, secondo cui la produzione di vini e mosti arriverà a 42-43 milioni di ettolitri, sui livelli del 2014 e, più in generale, sulla media degli ultimi anni, quindi molto superiore al 2017, quando si fermò 35,5 milioni di ettolitri.
Certo, si tratta di una stima provvisoria, sostenuta da un andamento climatico, almeno per ora, ottimale per il vigneto spagnolo così come per il resto d’Europa (autunno secco, piogge abbondanti in primavera), ma il pericolo di piogge e grandinate fuori stagione è sempre dietro l’angolo. Molto buono lo stato sanitario dei filari, proprio in virtù delle condizioni climatiche, e tutto lascia presupporre, pensando agli aspetti commerciali, che le scorte, arrivate ai minimi termini, permetteranno di rispondere al meglio alle necessità dei mercati. Detto dell’Andalusia, in Castilla-La Mancha, dove sono coltivate decine di varietà diverse, internazionali ed autoctone, la vendemmia inizierà con una decina di giorni di ritardo rispetto alle campagne degli ultimi anni, ed anche qui a livello quantitativo si tornerà ai livelli abituali. Adesso, il vero obiettivo è quello di mantenere i livelli di prezzo raggiunti negli ultimi 12 mesi, quando la scarsità sul mercato ha spinto in alto i prezzi medi, il vero tallone d’Achille della viticoltura iberica, che se numericamente è un concorrente importante per Italia e Francia, continua a spuntare margini decisamente lontani da quelli dei due produttori leader d’Europa e del mondo.

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