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VINO E CLASSIFICHE

Romanée-Conti è il vino più caro al mondo, per il Belpaese al top il Monfortino di Giacomo Conterno

Nella top 50 di “Wine Searcher” domina la Borgogna, sul podio italiano anche il Barbaresco di Roagna ed il Masseto

Arrivano ancora dalla Borgogna le bottiglie su cui investire: lo dicono i numeri - almeno quelli a lungo termine - del Liv-ex, con l’indice dedicato ai vini di Beaune e dintorni che fa segnare una crescita dell’81,4% negli ultimi 5 anni. E poco importa se negli ultimi 12 mesi ha perso il 7,89% (performance peggiore tra i sotto indici del Liv-ex 1000), perché in testa alla classifica dei vini più costosi del mondo di “Wine Searcher”, basata sui prezzi medi online delle diverse annate, dominano le grandi etichette della Côte de Nuits e della Côte de Beaune, con i campioni del Belpaese ancora lontanissimi dalla top 50. Al primo posto, com’è facile prevedere, il Romanée-Conti di Domaine de la Romanée-Conti, a 20.287 dollari a bottiglia, seguito sul podio dal Musigny Grand Cru di Maison Leroy (17.948 dollari) e dal più prezioso dei Riesling della Mosella, l’Egon Muller Scharzhofberger Riesling Trockenbeerenauslese (14.662 dollari).
E ancora, restando in Borgogna, il Vosne-Romanée di Henri Jayer Crso Parantoux (14.183 dollari), il Musigny Grand Cru di Domine Georges & Christophe Roumier (13.524), il Montrachet Grand Cru di Domaine Leflaive (10.651 dollari), lo Chambertin Grand Cru di Domaine Leroy (8.672 dollari), il Montrachet Grand Cru di Domaine de la Romanée-Conti (8.184 dollari), il portoghese Tawny Port “Ne Oublie” W & J Graham’s (7.750 dollari) ed il Batard-Montrachet Grand Cru di Domaine d’Auvenay (7.686 dollari).
E l’Italia? Come anticipato, è ben distante dalle prime 50 posizioni, nonostante le ottime performance delle etichette del Belpaese scambiate sull’Italy 100 del Liv-ex, cresciuto del 38,35% negli ultimi 5 anni ed in territorio positivo anche negli ultimi 12 mesi (+4,94%). Mettendo in fila le bottiglie più care, così, al top troviamo il Barolo Monfortino di Giacomo Conterno, a 1.115 euro a bottiglia, seguito dal Barbaresco Pajé di Roagna (751 euro) e dal Masseto (717 euro). Fuori dal podio - ma comunque in top ten - il Barolo Riserva di Bartolo Mascarello (708 euro), il Brunello di Montalcino Riserva Case Basse di Gianfranco Soldera (683 euro), il “Calvari” Refosco Colli Orientali del Friuli di Miani (622 euro), l’Amarone della Valpolicella Classico Riserva di Giuseppe Quintarelli (621 euro), il Barolo Riserva Monprivato Ca d’Morissio di Giuseppe Mascarello e Figlio (561 euro), il Brunello di Montalcino Riserva di Biondi Santi - Tenuta Greppo (511 euro) ed il Barolo di Giuseppe Rinaldi (501 euro).

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