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CIA-TURISMO VERDE

Agriturismi sold out per Capodanno: brindisi in campagna per 400.000 italiani

Il boom del costo della vita non frena la spesa per la tavola: 70 milioni di tappi pronti a saltare, spesa per il Cenone a 120 euro a persona
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Il Capodanno in agriturismo in montagna

Capodanno al completo per i 25.000 agriturismi italiani che, già da settimane, registrano il tutto esaurito anche per la notte di San Silvestro, soprattutto nelle località di montagna, tra le mete preferite dai 17 milioni di italiani in viaggio durante le feste. Nelle aziende agricole con strutture ricettive - secondo le stime Cia/Agricoltori Italiani e Turismo Verde - arriveranno per festeggiare la fine dell’anno oltre 400.000 italiani. Alle porte si prospetta un brindisi più sereno rispetto al 2021, quando l’impennata dei positivi al Covid portò a un’ondata di rinunce e disdette, con oltre 70 milioni di tappi pronti a saltare. Il buon andamento del settore in queste festività natalizie è però un racconto parziale di un’Italia comunque in piena crisi, fiaccata dal caro bollette e dall’aumento generalizzato dei prezzi.

Con il Cenone di San Silvestro che costerà in media 120 euro a persona, e una spesa complessiva fino a 600 euro per restare fuori casa tutto il weekend, la vacanza di Capodanno è già destinata a essere per pochi. Del resto, oggi, il reddito medio in Italia si attesta sotto i 22.000 euro pro capite, e solo il 4% dei contribuenti dichiara oltre 70.000 euro. Comunque sia, la qualità del cibo e la riscoperta dei borghi di prossimità si confermano intoccabili nella lista delle priorità, e una famiglia su dieci ha scelto l’agriturismo sia per il pranzo di Natale che per il veglione del 31 dicembre. Nonostante i rincari, resta da preservare il mangiare bene, sano e al giusto prezzo, in un contesto familiare che offre esperienze per tutte le età, a contatto con la natura e il mondo agricolo, le tradizioni locali portate a tavola in piatti tipici e specialità del territorio.

Il settore agrituristico - sottolineano Cia/Agricoltori Italiani e Turismo Verde - sta certamente vivendo giornate di lavoro importanti, soprattutto la montagna che, per le festività, ha fatto da sola l’80% delle prenotazioni. Una stagione di ricarica, quindi, che serviva al termine di un ennesimo anno difficile, segnato dalla ripresa del turismo ma anche da costi inaspettati e fuori misura per il comparto. “Siamo molto soddisfatti del grande fermento che stiamo vivendo, tra clienti che tornano, italiani e stranieri, e nuovi ospiti ai quali far scoprire, insieme agli agrichef, le nostre produzioni, legate a territorio e tradizioni”, commenta il presidente Turismo Verde/Cia - Agricoltori Italiani, Mario Grillo. “Passata l’Epifania, però, sarà difficile tenere su l’entusiasmo. Non basteranno certo 15 giorni di guadagno per arrivare a primavera, visto l’arrivo della bassa stagione e, soprattutto, stando alle bollette esorbitanti”.

Quindi, spiega Grillo, “molte strutture sceglieranno di chiudere fino a Pasqua per mettere al riparo l’azienda e anche il rapporto con i clienti, sui quali non si vuole assolutamente caricare l’aumento dei costi di gestione. Come Turismo Verde/Cia - Agricoltori Italiani continuiamo a lavorare per preservare un servizio di qualità e l’apporto strategico del settore alla salvaguardia delle comunità e alla promozione del territorio, già reso evidente in pandemia. Nel 2023 il Governo riparta con il piede giusto, attraverso misure concrete e immediate di sostegno o ristoro per il settore, ma anche per valorizzare gli agriturismi in un piano di reale rilancio del Paese a trazione agricola e turistica”.

 

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