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AGROALIMENTARE

La filiera del cibo made in Italy vale 580 miliardi di euro nel 2022, un quarto del Pil

Nel primo biemstre 2023 l’export registra un balzo record del +15%. I dati Coldiretti da Tuttofood (8-11 maggio, Milano)
Coldiretti, MADE IN ITALY, TUTTOFOOD, Non Solo Vino
La filiera del cibo vale un quarto del nostro Pil (ph: Pixabay) 

Il cibo è diventato la prima ricchezza dell’Italia, per un valore di 580 miliardi di euro nel 2022, nonostante le difficoltà legate alla pandemia e alla crisi energetica scatenata dalla guerra in Ucraina: emerge dall’analisi Coldiretti da Tuttofood (da oggi all’11 maggio, Milano), fiera di riferimento per il food & beverage del Belpaese.
Il made in Italy a tavola vale oggi quasi un quarto del Pil nazionale e, dal campo alla tavola, vede impegnati ben 4 milioni di lavoratori in 740.000 aziende agricole, 70.000 industrie alimentari, oltre 330.000 realtà della ristorazione e 230.000 punti vendita al dettaglio. Una rete diffusa lungo tutto il territorio che quotidianamente rifornisce i consumatori italiani, ai quali i prodotti alimentari non sono mai mancati, nonostante pandemia e guerra.
Non a caso con un balzo del +15% è record per le esportazioni alimentari made in Italy nel 2023, secondo l’analisi Coldiretti sui dati Istat sul commercio estero relativi al primo bimestre 2023, che vedono le esportazioni alimentari in aumento sul record annuale di 60,7 miliardi fatto registrare nel 2022. Ad essere cresciute di più nel 2023 sono le esportazioni alimentari in Francia, con un balzo del 24%, davanti alla Germania (+19%), agli Stati Uniti (+15%), e alla Gran Bretagna (+12%).
Un record trainato da un’agricoltura che è la più green d’Europa, con la leadership Ue nel biologico con 80.000 operatori, il maggior numero di specialità Dop/Igp/Stg riconosciute (319), 526 vini Dop/Igp e 5.333 prodotti alimentari tradizionali e con Campagna Amica, la più ampia rete dei mercati di vendita diretta degli agricoltori. Il Belpaese è il primo produttore Ue di riso, grano duro e vino e di molte verdure e ortaggi tipici della dieta mediterranea,  come pomodori, melanzane, carciofi, cicoria fresca, indivie, sedano e finocchi. E anche per la frutta primeggia in molte produzioni importanti: dalle mele e pere, dalle ciliegie alle uve da tavola, dai kiwi alle nocciole, fino alle castagne.
“La pandemia prima e la guerra poi - afferma il presidente Coldiretti, Ettore Prandini - hanno dimostrato che la globalizzazione spinta ha fallito e servono rimedi immediati e un rilancio degli strumenti europei e nazionali, che assicurino la sovranità alimentare, riducano la dipendenza dall’estero e garantiscano un giusto prezzo degli alimenti per produttori e consumatori. Occorre raddoppiare le risorse destinate all’agroalimentare nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, spostando fondi da altri comparti per evitare di perdere i finanziamenti dell’Europa”.

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