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STRATEGIE

Le proposte di Legacoop Agroalimentare: stop a nuovi impianti, giacenze dettagliate e più liquidità

Il Coordinamento delle cooperative vinicole, inoltre, non esclude a priori l’adozione di misure emergenziali come l’estirpazione e la distillazione
COOPERATIVE, CRISTIAN MARETTI, DISTILLAZIONE, ESTIRPAZIONE, GIACENZE, LEGACOOP AGROALIMENTARE, LIQUIDITA, NUOVI IMPIANTI, Italia
Il presidente Legacoop Agroalimentare Cristian Maretti

Il contesto internazionale è sempre più complesso, perché a vecchi conflitti se ne sono aggiunti di nuovi che acuiscono ancor di più tensioni commerciali e rincari dei costi energetici, delle materie prime e dei trasporti, e con i dazi Usa che restano e pesano. Un quadro che genera forte preoccupazione per le imprese del settore vitivinicolo, comprese le cooperative aderenti a Legacoop Agroalimentare che dal Coordinamento, riunitosi oggi a Roma, hanno espresso i loro orientamenti. A partire dalla richiesta, in realtà definita come “necessità”, di sospendere temporaneamente le autorizzazioni per i nuovi impianti vitati (mentre, nei giorni scorsi, il Ministero dell’Agricoltura ha prorogato fino al 17 aprile la scadenza per la presentazione delle domande di autorizzazioni per nuovi impianti dell’annualità 2026, ndr): “ogni anno l’attuale sistema comporta la possibilità di impiantare quasi 7.000 ettari di vigneto - spiega il presidente Legacoop Agroalimentare Cristian Maretti - ma alla luce della possibilità introdotta dal “Pacchetto Vino” Ue di portare le concessioni anche allo 0%, il Coordinamento ritiene urgente valutare una sospensione temporanea delle nuove autorizzazioni per evitare di aumentare ulteriormente l’offerta in una fase di mercato già segnata da possibili squilibri tra domanda e produzione”.
Secondo l’Associazione Nazionale delle Cooperative Agroitticoalimentari aderenti alla Legacoop, infatti, diminuire le rese non basta: occorre avere un quadro più chiaro e dettagliato delle giacenze (il cui trend in crescita non cambia a febbraio 2026, secondo l’ultimo aggiornamento di “Cantina Italia” dell’Icqrf), che appare molto diversificata a seconda delle categorie di prodotto, delle tipologie e dei territori. Una valutazione uniforme, spiegano, rischierebbe, infatti, di risultare inefficace, dal momento che il mercato del vino non è unico ma composto da segmenti differenti, con dinamiche e destinazioni molto diverse tra loro: “tutte le soluzioni che non tengono conto di tale dettaglio appaiono a nostro avviso superficiali ed inefficaci”, sottolinea Maretti.
E non sono da escludere a priori misure di crisi come la distillazione e l’estirpazione (come previste, peraltro, nel “Pacchetto Vino”) per quegli areali o per quelle denominazioni che si trovino in condizioni di difficoltà strutturale.
Infine, dall’analisi delle cantine cooperative è emersa un’ulteriore criticità: la crescente mancanza di liquidità nelle aziende vitivinicole. “Una situazione che incide sulla capacità di investimento, sulle attività di promozione e su numerosi aspetti operativi - dice Maretti - per questo motivo Legacoop Agroalimentare ritiene necessario favorire strumenti che consentano un maggiore afflusso di liquidità alle imprese, in considerazione dell’ennesima fase di eccezionalità che il settore si trova ad affrontare. Va evidenziata, inoltre, la necessità di un’erogazione in tempi certi e congruità di risorse pubbliche collegate alle graduatorie di bandi di vario genere: si tratta di un canale di potenziale liquidità importante per le imprese, costrette a subire troppo spesso ritardi e rallentamenti di tipo burocratico nella possibilità di percepire risorse legittime”.

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