Per tutto il mondo del commercio, compreso quello del vino, pianificare e fare “budget” in una fase complessa e mutevole come quella che, da mesi, stiamo vivendo, è sempre più complesso e difficile. Ed è difficile pianificare anche come e dove andare a promuovere il prodotto, e quante risorse investire su una voce, la promozione, che resta, tutta via fondamentale per posizionarsi sul mercato. In questo quadro arriva la notizia della proroga dei termini di presentazione delle domande per i progetti finanziabili con l’Ocm Vino Promozione con la quota nazionale (22 milioni di euro su 98 per l’Italia, con i restanti gestiti dalle Regioni, ndr) per l’annualità 2026/2027, slittata al 24 giugno, sulla scadenza del 15 giugno inizialmente prevista dal decreto ministeriale (pubblicato, a tempo di record, già a Vinitaly 2026, il 14 aprile ndr). Un rinvio che è una “via di mezzo” sulle richieste della filiera (arrivata il 3 giugno, ndr) che, come si legge nel testo del decreto direttoriale 272534 pubblicato ieri, 8 giugno 2026, considerate “le criticità determinate dall’attuale contesto internazionale e i ritardi nella definizione dei budget aziendali destinati alle attività promozionali”, avevano chiesto “il differimento al 3 luglio 2026 del termine per la presentazione dei progetti a valere sui fondi di quota nazionale”.
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