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CULTURA

Pasqua: il vino, l’arte internazionale e la cultura italiana, nel nuovo progetto di mecenatismo

La cantina veneta svela i vini e l’opera firmati con l’artista Cb Hoyo e sostiene il Teatro Romano di Verona. Dal 2018, investiti 7 milioni di euro

Gli investimenti culturali e le opere commissionate a nuovi talenti dell’arte contemporanea rappresentano per le cantine italiane uno strumento per comunicare i propri valori e l’italianità. Ma nella nuova campagna di mecenatismo culturale di risonanza internazionale, Pasqua Vini oltre a rafforzare il sostegno all’arte ed alla cultura, concentra nuovi investimenti sulla sua città, affiancando l’Estate Teatrale Veronese, in programma da giugno a settembre, al Teatro Romano di Verona, del quale sarà tra gli sponsor, e che rappresenta un vero simbolo culturale, particolarmente caro ai veronesi. Un impegno, che rientra nella strategia di responsabilità sociale dell’azienda veneta, che, a partire dal 2018, ha sostenuto numerosi progetti culturali in Italia e all’estero, mettendo in dialogo l’arte di grandi artisti internazionali, il vino, che diventa così un racconto condiviso negli spazi della città, e innovazione, spesso attraverso installazioni immersive e multimediali aperte gratuitamente al pubblico, con un investimento totale sui 7 milioni di euro. Ne fa parte anche il progetto 67 Colonne per l’Arena di Verona, iniziativa che dal 2021 supporta le attività artistiche dell’Arena, nel 2024 e nel 2025 la griffe ha sostenuto per la prima volta l’arte contemporanea anche all’estero, supportando, alla Saatchi Gallery di Londra, la mostra “Metamorphosis: Innovation in Eco Photography and Film”, e portando l’opera “Senza Tempo” dell’artista Adalberto Lonardi nella celebre galleria, e oggi è stata svelata in anteprima l’edizione n. 5 di “Hey French: You Could Have Made It But You Didn’t”, il blend multivintage con etichetta d’autore dell’artista cubano Cb Hoyo, che firma anche un’opera site specific, esposta dal 1 al 15 aprile, a Vinitaly 2026, sullo stesso Teatro.
“Siamo orgogliosi di affiancare l’Estate Teatrale Veronese al Teatro Romano di Verona, un luogo simbolo della storia e dell’identità della nostra città, che io e la mia famiglia amiamo molto - dice Umberto Pasqua, presidente Pasqua Vini - attraverso questa collaborazione, confermiamo la volontà della nostra cantina di essere non solo protagonista nel panorama vitivinicolo internazionale, ma anche attore attivo nella crescita culturale del territorio”. “Ho sollecitato la partecipazione di una famiglia attenta al mondo dell’arte nel sostegno all’Estate Teatrale Veronese perché è una manifestazione storicamente molto cara alla città e ai veronesi - sottolinea l’Assessora alla Cultura del Comune di Verona, Marta Ugolini - un vero e proprio gioiello nel calendario delle attività culturali della nostra città. Ringrazio la famiglia Pasqua per aver accolto il mio invito, con la consapevolezza del valore culturale del progetto”. La cui nuova stagione ruota attorno al concept “(H)Earth of Glass” e all’innovazione, come spiega il direttore artistico Fabrizio Arcuri: “il centro del Festival sarà l’indagine sulla terra come materia viva e fragile, paesaggio culturale e radice identitaria”.
Fin dalla prima edizione, Hey French (nome provocatorio, per un vino che non teme il confronto con i grandi maestri dell’assemblaggio francesi), ha attirato l’attenzione della critica per la longevità ed il suo stile di vinificazione basato sul blend multivintage, una tecnica raramente utilizzata in Italia per un vino fermo, e che fotografa le caratteristiche dei vigneti di origine in una determinata vendemmia, interpretando le potenzialità del Monte Calvarina (con parcelle situate fino a 500 m.s.l.m.). “Compiamo un passo ulteriore nel nostro percorso di innovazione - spiega Riccardo Pasqua, ad Pasqua Vini - le sei annate, che compongono il blend di quest’anno - 2020, 2022, 2019, 2018, 2024 e 2015, sottoposte alla tecnica dell’ammostamento congiunto - dialogano tra loro, si completano e si rafforzano, dando vita a un’espressione unica e contemporanea”. Nel 2025 l’etichetta ha raddoppiato il proprio fatturato globale tra le Icons della cantina, a partire dai mercati strategici come l’Italia, gli Usa e il Regno Unito. Allo stesso modo, con il suo stile diretto e un codice linguistico vicino alla Gen Z, nella sua opera Cb Hoyo lancia un invito al pubblico a tornare a teatro, e a vivere nuovamente l’esperienza dello spettacolo dal vivo.

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