Ci sono agricolture e agricolture, territori e territori. Ci sono produzioni ad alto valore aggiunto e con volumi importanti, che hanno la forza economica e la massa critica per provare a camminare da sole, ed altre con produzioni più basiche e meno quotate e pregiate, dal punto di vista economico, e che hanno bisogno di maggiori risorse per stare in piedi. Ma spesso, il meccanismo dei fondi europei, che prevede il cofinanziamento delle azioni di promozione, nel vino e nell’agroalimentare in generale, pone le basi perché sia chi ha già costruito, negli anni, una forza commerciale e un giro d’affari importante, ad essere più titolato ad accedere a certe risorse, anche ingenti, in virtù della propria forza di sostenere la parte privata gli investimenti. Come accade, per esempio, con la “joint venture” tra “i vini della Valpolicella, tra i più importanti distretti del vino italiano, ed il Parmigiano Reggiano, “re” dei formaggi del Belpaese, due eccellenze del made in Italy che, da tempo, si raccontano insieme sui mercati del mondo. Anche grazie, come detto, ad iniziative di ampia portata, che muovono risorse private e pubbliche davvero ingenti. Come quelle del progetto “D’Opera - Quality Heritage of Europe”, che ha come capofila il Consorzio dei Vini della Valpolicella, iniziato nel 2025, e che terminerà nel 2027, con 25 eventi in 3 Paesi Ue (Italia, Francia e Germania), e che conta su un budget cofinanziato dall’Unione Europea per un valore di quasi 5,3 milioni di euro. Mentre è aperto il bando per altri 2 progetti, uno in Asia e uno in Nord Europa, che mettono insieme risorse per oltre 4,3 milioni di euro.
Intanto, per le due denominazioni, i cui prodotti rappresentano insieme 4 miliardi di euro all’anno di valore al consumo (di cui oltre 3,2 quelli imputabili al Parmigiano Reggiano, secondo i dati del Consorzio relativi al 2024, ndr), il cammino prosegue mettendo sotto la lente il valore del tempo, elemento che sia per i vini della Valpolicella che, per il Parmigiano Reggiano, racconta come questi prodotti, “con l’evoluzione e la maturazione, non solo mantengono intatte le proprie caratteristiche, ma acquistano complessità, profondità e valore”. E così, nella seconda annualità di “D’Opera - Quality Heritage of Europe”, dopo i tasting in fiera e fuori a Düsseldorf, in Germania, a ProWein, chiuso ieri, si guarda a Parigi e Milano (ma anche Roma, più avanti), in partnership con Signorvino, la celebre catena di enoteche con cucina del Gruppo Oniverse della famiglia Veronesi, in eventi rivolti ad operatori del settore, stampa specializzata e appassionati. Con masterclass e degustazioni mirate ad addetti ai lavori e al pubblico. Il primo appuntamento sarà il 24 marzo, nello store Signorvino a Parigi, in Place St. Michel, porta d’accesso al Quartiere Latino a pochi passi dalla Cattedrale di Notre Dame, mentre l’8 aprile, tra degustazioni e abbinamenti, il focus sarà a Milano, da Signorvino in zona Garibaldi (con un format che poi sarà replicato anche a Roma, il 9 giugno, da Signorvino, nel cuore della Città Eterna).
“Il Parmigiano Reggiano trova nel tempo uno dei suoi fattori distintivi, attraverso il processo di stagionatura che ne definisce aromi e struttura - dichiara Nicola Bertinelli, presidente Consorzio Parmigiano Reggiano - e l’abbinamento con i vini della Valpolicella permette di raccontare in modo concreto il valore delle denominazioni Dop e il legame unico con i territori di origine a una platea sempre più ampia”. “La seconda annualità del progetto “D’Opera” rappresenta un passaggio importante per consolidare il dialogo su due prodotti simbolo delle denominazioni italiane - afferma Christian Marchesini, presidente Consorzio dei Vini della Valpolicella - gli incontri del 2026 mettono al centro il valore del tempo, un elemento che accomuna i nostri vini e il Parmigiano Reggiano”.
Ma, come detto, già si guarda anche oltre, a nuove aree del mondo, tra Asia e Nord Europa, visto che - come riporta una nota dei giorni scorsi - i due consorzi sottolineano che è disponibile, “pubblicato nel Supplemento della Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, l’avviso di gara a procedura aperta per l’affidamento della realizzazione di una campagna di informazione e promozione sulle certificazioni europee di qualità del programma denominato Iconeec - Inspired by Craft, Opening New horizons, Embracing Europe’s Culture che verrà presentato sul Bando 2026 “Call for proposals for simple programmes - Promotion of agricultural products”. Il Programma triennale (2027-2029) è relativo ad attività di informazione e promozione rivolte ai mercati target Cina e Hong Kong, Giappone e Vietnam”. Con un valore di appalto, spiegano ancora i promotori, di 2,3 miliardi di euro per 36 mesi. Con il termine per presentare le proposte fissato per 2 aprile 2026 . Stessa data entro la quale andranno presentate le offerte per le stesse attività, ma questa volta nel progetto “Norse - Noble Origins, Regional roots, Sustainability, European Excellence” che sarà presentato sul Bando 2026 “Call for proposals for simple programmes - Promotion of agricultural products”, e destinate a Danimarca, Svezia e Finlandia, con un valore di appalto di 2,1 milioni di euro, per 36 mesi.
Perché anche chi è grande, come lo sono, in Italia e nel mondo, il Parmigiano Reggiano nel food, e la Valpolicella nel vino, deve provare ad allargare i propri mercati, e crescere ancora in un valore che deve generare ricchezza e benessere nei territori. Partendo, appunto, da azioni di comunicazione sinergiche a sostegno della promozione, delle vendite, dell’immagine e del marketing, sui mercati del mondo.
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