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PROMOZIONE NEL MONDO

Il Chianti si racconta in Cina, dove finiscono 5 bottiglie su 100 del rosso toscano all’export

Il Consorzio, guidato da Giovanni Busi, da oggi al 26 marzo, a Vinitaly China 2026, a Chengdu. “Mercato complesso, ma strategico per il futuro”

Dei 100 milioni di bottiglie prodotte ogni anno dalla grande denominazione del Chianti, che copre un territorio vitato di oltre 13.000 ettari in buona parte della Toscana, il 70% finisce nei mercati del mondo. E di queste, 5 su 100 sono dirette in Cina, mercato tra i più grandi del mondo, potenzialmente, ma tra i più difficili da conquistare (-25,1% le importazioni del vino italiano nel 2025 sul 2024, ad appena 66,9 milioni di euro, secondo dati Istat). Eppure il Consorzio Vino Chianti, guidato da Giovanni Busi, che, da anni, investe sul fondamentale tema della diversificazione dei mercati rispetto ai quelli più consolidati e oggi più importanti (dagli Usa alla Germania, dal Regno Unito al Canada, e non solo), continua a scommettere sul futuro enoico del Celeste Impero. Con il Consorzio che tutela la più grande Dop rossista di Toscana, che è stato protagonista ieri a Chengdu del Forum “Italy’s Wine & Spirits”, promosso da Ice Pechino, e che, da oggi al 26 marzo, è a Vinitaly China 2026, nella stessa città che è una delle capitali economiche del grande Paese asiatico, nello Sichuan.
“La Cina - dice Giovanni Busi, presidente Consorzio Vino Chianti - è un mercato strategico per il futuro del Chianti: un contesto complesso, ma con grandi opportunità, dove continuità, presenza e capacità di raccontare la nostra storia fanno la differenza. Ecco perché eventi come Vinitaly China sono fondamentali: si possono costruire relazioni solide con operatori e buyer locali, accorciando le distanze non solo fisiche, ma anche culturali. Investire sulla Cina significa continuare a raccontare il valore dei nostri vini e delle nostre tradizioni, aiutando le aziende toscane a coglier nuove opportunità”.
Oltre all’Expo nel “Padiglione Italia”, con decine di etichette, il Chianti sarà sotto i riflettori domani, 24 marzo, con una masterclass speciale - “Chianti: An Ancient Land for a Modern Wine - Wine Landscapes and the Skilled Hands of Its Winemakers” - che guiderà eno-appassionati, buyers e media cinesi in un percorso di degustazione di sei etichette selezionate, con focus sulle sottozone e sulle caratteristiche distintive dei produttori, accompagnati dal manager del principale centro di formazione sul vino del Sud-Ovest della Cina. Paese che, per ora, non mantiene ciò che promette, ma che resta, comunque, uno dei più grandi mercati del mondo, potenzialmente anche per il vino, e per il Chianti.

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