02-Planeta_manchette_175x100
Consorzio Collio 2026 (175x100)
LA STORIA

Nas-Cëtta, da “vino clandestino” al rilancio come il vino bianco più raro delle Langhe del Barolo

A “Nas-cëttaland”, l’enclave del vitigno autoctono di Novello, i produttori si raccontano per la prima volta nell’affascinante Castello di Novello

I primi documenti, nell’Ottocento, ne parlano come di un vino bianco “straordinario e squisito” che nasce nel territorio di Novello, “ove frutta egregiamente bene” da “un’uva delicatissima” vinificata dolce, e per questo utilizzato come Vino da Messa. Ma, delicato e incostante per natura, questo vitigno autoctono così difficile da coltivare nel Novecento ha rischiato quasi l’estinzione, salvo che in piccolissimi vigneti - il più antico dei quali datato 1948 - ed in sparuti filari inframezzati ad altre tipologie, mantenuti più per affetto dai contadini langaroli che per essere vinificati. Finché, nei primi Anni Novanta, si decise di stappare alcune bottiglie del 1986 di Franco Marengo: con gli anni ed i sentori passiti, sembrava quasi un Sauternes. Fu così che, dopo la ricerca delle poche uve rimaste e la prima vendemmia, (ri)nacquero l’Anas-Cëtta del “barolista” Elvio Cogno (meno di 800 bottiglie) e le prime etichette de Le Strette di questo “vino clandestino” il cui vitigno non era ancora iscritto al “Registro Nazionale delle Varietà di vite” e non aveva un disciplinare. Fino ad oggi, che in un territorio in cui i vini rossi fanno da padrone, la Nas-cëtta, della quale questa è la storia, ha trovato il suo posto, come un vino bianco davvero unico, il più raro del Piemonte, anche per il suo forte carattere, simbolo di un piccolo territorio vocato e della profonda cultura vitivinicola piemontese e langarola.
Lanciato nel mercato nel 1994, la Nas-cëtta entra a far parte della Doc Langhe e nel 2010 ottiene il riconoscimento della Doc Langhe Nas-cëtta del Comune di Novello - uno degli 11 comuni che rientrano nella denominazione del Barolo, ndr - la cui produzione è autorizzata nel solo Comune utilizzando uve Nas-cëtta al 100% in 40 ettari. Merito della lungimiranza di un manipolo di produttori “custodi” che lo hanno salvato dall’abbandono e che, riuniti nell’Associazione dei Produttori di Nas-cëtta del Comune di Novello, che conta 15 cantine guidate da Luciana Desanso (Elvio Cogno, Le Strette, Vietto, La Pergola, San Silvestro e Stra, Cascina Gavetta, Arnaldo Rivera, Marengo Mauro, Casa Baricalino, Massimiliano Passone, Luca Marenco, Valletti Roberta, Cogli l’Attimo e Merenda Sinoira), lanciano il “Nas-cëttaland Wine Festival” al Castello di Novello, simbolo del borgo e dell’eclettismo piemontese, con le antiche cantine e immerso tra i vigneti, il primo Festival dedicato alla Nas-cëtta, il 12 giugno per i media, con una degustazione e un momento di approfondimento, ed il 13 giugno aperta al pubblico, tra assaggi, una masterclass condotta dal wine writer Ian D’Agata, wine trekking, street food, laboratori, musica e con la convivialità di una volta.

Copyright © 2000/2026


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2026

Altri articoli