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SINERGIE

La Toscana del vino fa sistema, guardando al futuro, dall’Europa al mondo

Consorzi (Chianti Classico, Bolgheri, Montepulciano e Montalcino) e Regione a tu per tu con l’eurodeputato Dario Nardella ed il “Pacchetto Vino”
CONSORZIO BOLGHERI E BOLGHERI SASSICAIA, CONSORZIO BRUNELLO DI MONTALCINO, CONSORZIO CHIANTI CLASSICO, CONSORZIO VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO, DARIO NARDELLA, DAZI, LEONARDO MARRAS, PACCHETTO VINO, REGIONE TOSCANA, TOSCANA, UE, USA, VINITALY 2026, Italia
La Toscana del vino fa sistema, guardando all’Europa e al mondo

Se tutto il vino italiano guarda con attenzione alle novità introdotte dal “Pacchetto Vino” approvato di recente dall’Unione Europea, tra le regioni più interessate, visto il suo peso importante sul settore e sulle esportazioni di vino italiane nel mondo, c’è anche la Toscana, la terra del Chianti Classico e di Bolgheri, dell’Igt Toscana e del Chianti, della Maremma e del Brunello di Montalcino, del Vino Nobile di Montepulciano e della Vernaccia di San Gimignano, che nel 2025, con 1,17 miliardi di euro di export, rappresenta il 14,8% del vino italiano esportato, seconda dietro al Veneto (secondo i dati Istat analizzati da WineNews). E che,nei giorni scorsi a Vinitaly 2026 a Verona, ha visto l’europarlamentare Pd-S & D Dario Nardella, membro della Commissione per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale, presentare il “Pacchetto Vino” alle imprese ed ai consorzi della regione, nell’incontro “Dai vigneti all’Europa: l’approvazione del nuovo Pacchetto Vino e il futuro del settore”, riunendo l’assessore regionale alle Politiche Agricole Leonardo Marras e i rappresentanti dei principali consorzi vitivinicoli toscani, tra cui Carlotta Gori, dg Consorzio Chianti Classico, Andrea Rossi, presidente Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, Cinzia Merli, presidente Consorzio dei Vini Doc Bolgheri e Bolgheri Sassiciaia, e Giacomo Bartolommei, presidente Consorzio del Vino Brunello di Montalcino. Nardella ha sottolineato come il “Pacchetto Vino” offra risposte concrete su tre fronti: “un sostegno massiccio all’export (con cofinanziamenti fino all’80%), norme chiare sui vini dealcolizzati per intercettare i nuovi mercati e strumenti innovativi per la gestione delle crisi, inclusi fondi per l’estirpazione dei vigneti e la lotta alle malattie come la flavescenza dorata”.
Tuttavia, il bilancio positivo è accompagnato da un forte monito su due “minacce economiche imminenti”, sottolinea una nota. Ovvero l’incognita dazi Usa, visto che “con un mercato americano che vale un quarto dell’export italiano, la minaccia di nuove tariffe mette a rischio denominazioni storiche come Chianti Classico e Brunello, già colpite in passato da pesanti flessioni”. E i tagli al bilancio Ue, visto che “la proposta per la Pac 2028-2034 prevede una riduzione reale del 20%, mettendo in discussione il miliardo di euro annuo oggi garantito al settore”. Nardella ha, infine, rassicurato i produttori sulla questione degli “health warning” in etichetta, ritenendo che non ci sia una maggioranza politica per imporre avvertenze allarmistiche. Con l’Italia che mantiene saldamente il primato mondiale della produzione (44,4 milioni di ettolitri), l’eurodeputato ha ribadito che la vera partita si giocherà sulla tenuta finanziaria dell’Europa: il settore non può permettersi meno risorse se vuole continuare a garantire i suoi 14 miliardi di euro di fatturato. “Questa edizione di Vinitaly è stata un’occasione straordinaria per accendere nuovamente i riflettori sulla forza della viticoltura toscana. Questa volta abbiamo un alleato in più che è l’Europa grazie alle nuove misure del “Pacchetto Vino” con cui potremo investire su impianti di nuove vigne, sulla difficile gestione delle giacenze a causa del calo dei consumi, e sulla promozione dei nostri vini all’estero. Ringrazio l’assessore Marras e i rappresentanti dei 4 consorzi per il contributo di idee che sarà utilissimo al lavoro che ancora dovremo portare avanti a Bruxelles nel Parlamento Europeo”, ha detto Dario Nardella.
“Apprezziamo molto lo scambio di considerazioni, proposte ed idee che l’onorevole Nardella da sempre stimola negli operatori e stakeholders. L’evento al Vinitaly da lui voluto ed organizzato sull’importante “Pacchetto Vino” è stata una significativa occasione pubblica per confrontarsi con l’Europa e la Regione Toscana su temi di politica vitivinicolo che ci stanno particolarmente a cuore come la gestione dell’offerta ed il rafforzato ruolo dei consorzi”, ha sottolineato Carlotta Gori, dg Consorzio Chianti Classico.
“Contro le sfide globali dobbiamo difendere uniti il modello toscano. Il nuovo “Pacchetto Vino” ci offre gli strumenti per farlo, rafforzando i consorzi come sentinelle del territorio e rendendo più agile la gestione dell’offerta. Sulla crisi non dobbiamo cadere nell’assistenzialismo ma dare piuttosto un segnale forte, continuando ad investire su vigna e promozione. In questo contesto il Vinitaly si conferma non una vetrina di sola visibilità, ma un momento di scambio profondo con i partner globali per consolidare la fiducia nel nostro futuro”, ha aggiunto Cinzia Merli, presidente Consorzio Vini Bolgheri.
“Quello promosso dall’eurodeputato Nardella al Vinitaly è stato un evento positivo e utile, che ha permesso ai rappresentanti dei consorzi toscani di confrontarsi con istituzioni europee e regionali sul pacchetto vino, già ricco di risposte importanti per la tutela e la promozione delle nostre denominazioni. Dal dibattito è emersa in particolare la centralità del legame tra denominazioni e turismo, con un’attenzione specifica alla valorizzazione dell’enoturismo. Per la Toscana si tratta di un elemento strategico: qui l’enoturismo ha radici profonde e la vendita nei territori di origine rappresenta oggi una quota significativa, fondamentale per sostenere e far crescere le nostre aziende anche in una fase complessa”, ha commentato il presidente del Consorzio Vino Nobile di Montepulciano, Andrea Rossi.
“In momenti come questo, non possiamo prescindere dagli investimenti in materia di promozione: è essenziale, per uscire da un momento difficile, continuare a promuovere le nostre eccellenze. Il Vinitaly appena trascorso ha fatto registrare segnali incoraggianti, con una partecipazione significativa di buyer internazionali e numerosi operatori provenienti da mercati strategici per la nostra denominazione, come gli Stati Uniti e l’Europa - in particolare Paesi Bassi e Germania - oltre ad aree ad alto potenziale di sviluppo come Giappone e Brasile, senza dimenticare il mercato interno”, ha concluso il presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino, Giacomo Bartolommei.
In un incontro in cui, dunque, è emersa la necessità di rafforzare il legame tra territori e istituzioni europee, valorizzando strumenti capaci di sostenere un comparto strategico per l’economia toscana, tra investimenti, innovazione e promozione internazionale.

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