Secondo le stime di “Market Growth Reports”, nel 2025 il mercato del “Duty free travel retail” ha mosso una cifra, a livello globale, sui 124,9 miliardi di dollari, di cui circa il 18% (oltre 22 miliardi di dollari) rappresentati dalla categoria “Wine & Spirits”. Un canale importante, dunque, che, ovviamente, in questa fase storica segnata da diverse guerre nel mondo, è profondamente penalizzato. Come sottolinea uno dei top brand del segmento (tra bottiglie e presidio di tanti aeroporti di livello mondiale con wine bar e non solo) come Bottega.
“In questo momento di incertezza diffusa non possiamo individuare facilmente un determinato evento come responsabile principe dell’impatto sulle nostre economie e dei risultati che ne conseguono. Sicuramente la difficoltà maggiore arriva dalla guerra in Iran che ha bloccato i commerci con il Medioriente e con i Paesi del Golfo Persico, che ha ridotto i consumi drasticamente a causa del crollo del turismo internazionale e che ha avuto un forte impatto sull’aumento dei costi di trasporto delle merci e sull’incremento esponenziale dei tempi di consegna. Nei Duty Free delle zone colpite dalla guerra le vendite complessive sono calate del -50%, e questa può anche essere considerata una notizia non troppo negativa, visto che nei mesi di aprile/maggio si sono raggiunte punte del -85%. Inoltre i tempi per le spedizioni in tutta l’Asia sono raddoppiati, in parte a causa della circumnavigazione dell’Africa, ma, soprattutto, a causa della mancanza di navi disponibili e della confusione generale che si è generata”, sottolinea Sandro Bottega, famoso per il suo Prosecco esportato in tutto il mondo, all’indomani della ripresa dei combattimenti tra Israele ed Iran.
“Sono raddoppiati sia i costi di trasporto delle merci, che i costi dei biglietti aerei - prosegue l’imprenditore - riguardo ai costi di produzione noi, come azienda Bottega, siamo tra i fortunati, in quanto, utilizzando energia da fonti alternative, abbiamo un impatto inferiore rispetto agli altri. Ma concerne solo i vini, i distillati e i liquori che produciamo, mentre per vetro, cartoni e altro siamo anche noi soggetti all’impennata dei prezzi di mercato”.
“Sul fronte interno, mi appello alle nostre istituzioni, affinché stronchino almeno il lavoro nero, la piaga strutturale che da decenni - conclude Bottega - penalizza la competitività nel nostro Paese. La gran parte delle entrate fiscali (Irpef in primis) sono a carico dei lavoratori dipendenti e, di conseguenza, delle aziende che rispettano le regole. Bisogna pertanto che le nostre istituzioni intervengano rapidamente con controlli rigorosi, sanzionando severamente le aziende che utilizzano lavoratori in nero e che non versano i giusti contributi previsti dalla legge. Le tecnologie digitali ci sono, ora basta ci sia la volontà politica per farlo. Il lavoro nero è una piaga non soltanto per i lavoratori, ma anche per le aziende virtuose che subiscono la concorrenza sleale da parte di imprese, che proprio per questo motivo praticano prezzi ribassati, destabilizzando il mercato”.
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