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VINO E COLLEZIONISMO

In asta con Bolaffi, i “gioielli” di Henri Jayer, Masseto e Barolo Monfortino di Giacomo Conterno

All’incanto del 6-7 maggio protagoniste le regioni vinicole di Bordeaux, Borgogna, Champagne, Toscana e Piemonte. Top lot un prestigioso whisky

Da una magnum di Vosne-Romanée Cros Parantoux 1996 di Henri Jayer (con base d’asta 15.000 euro) a due bottiglie di Vosne-Romanée Cros Parantoux 2001 sempre di Henri Jayer (stima di partenza 8.000 euro), da una verticale di 12 bottiglie di Masseto annate 2011, 2012, 2013, 2014, 2015, 2016, 2017, 2018, 2019, 2020, 2021 e 2022 del Gruppo Frescobaldi (il martelletto parte da 7.000 euro) a 5 magnum di Barolo Monfortino Riserva 2019 di Giacomo Conterno (6.500 euro), da due bottiglie di Echezeaux 1993 di Henri Jayer (5.000 euro) ad una mathusalem (6 litri) di Pauillac 2000 di Château Latour (5.000 euro), fino ad una selezione di 3 bottiglie del Domaine de la Romanée-Conti annata 2018 dei Grand Cru La Tache, Echezeaux e Romanée-St.-Vivant (4.700 euro). Sono i “top lot” in asta con Bolaffi nell’incanto “Vini Pregiati e Distillati”, previsto il 6 ed il 7 maggio in modalità internet live.
Il primo giorno sarà dedicato ai vini italiani con il Piemonte e la Toscana protagonisti. Dalla terra di Nebbiolo e Barbaresco, ma non solo, oltre alle già citate 5 magnum di Barolo Monfortino Riserva 2019, Giacomo Conterno è presente anche con una doppia magnum sempre di Barolo Monfortino Riserva 2019 (base d’asta 2.800 euro) e con 4 bottiglie di Barolo Monfortino Riserva 1993 (stima 2.000 euro). Molte anche le proposte riguardo a Gaja: da 12 bottiglie di Barbaresco 1978 (900 euro) a 6 bottiglie di Barolo Sperss 1995 (900 euro), da 6 bottiglie Barbaresco Sorì Tildin 1986 (750 euro) a 6 bottiglie di Barbaresco Sorì San Lorenzo 1986 (750 euro). E tra i lotti di Bartolo Mascarello, da segnalare 14 bottiglie di Barolo 1993 (2.000 euro), 8 bottiglie di Barolo 2016 (1.200 euro) e anche 3 magnum di Barolo etichetta d’autore, sempre di Bartolo Mascarello, delle annate 2013, 2014 e 2015 (1.000 euro).
La Toscana ha nei suoi “top lot” i Supertuscan di Bolgheri. Dalla già menzionata verticale di Masseto a 6 bottiglie di Masseto 2000 (stima 3.300 euro), da 5 bottiglie di Masseto 1998 (3.000 euro) a due magnum di Masseto, una dell’annata 2017 e una dell’annata 2021 (2.500 euro). Non manca il Sassicaia di Tenuta San Guido con 10 bottiglie di Sassicaia 2010 (3.000 euro), 11 bottiglie di Sassicaia, 6 dell’annata 2014 e 5 dell’annata 2016 (2.700 euro), e una verticale di Sassicaia annate 2014, 2015, 2016, 2017, 2018, 2019, 2020, 2021 e 2022 (2.000 euro). In catalogo anche l’Ornellaia di Tenuta dell’Ornellaia, sempre del Gruppo Frescobaldi con una cassetta “Collection” di 12 bottiglie, 3 dell’annata 2012, 3 dell’annata 2013, 3 dell’annata 2014 e 3 dell’annata 2015 (2.000 euro). Quindi, il lotto “Selezione Toscana” contenente 4 bottiglie: una di Masseto 1995, una di Guado al Tasso 1998 di Tenuta Guado al Tasso di Marchesi Antinori, una di Ornellaia 1999 e una di Sassicaia 1999 (900 euro).
E sempre restando in tema Supertuscan, ma uscendo dalla zona di Bolgheri, l’asta Bolaffi propone 6 bottiglie di Solaia Annata Diversa 2002 di Marchesi Antinori (900 euro), 12 bottiglie di Tignanello 2021 sempre di Marchesi Antinori (900 euro) e una mathusalem (6 litri) di Le Pergole Torte 2021 di Montevertine (1.600 euro). Venendo alle Docg, nei lotti più alti non può mancare il Brunello di Montalcino: da 3 bottiglie di Brunello di Montalcino Tenuta Greppo Riserva 1985 di Biondi-Santi (750 euro) a 6 bottiglie di Brunello di Montalcino Case Basse Riserva 1991 di Gianfranco Soldera (2.400 euro).
Nel secondo giorno spazio ai vini francesi: da 3 bottiglie di Pauillac 2022 di Château Lafite Rotschild (900 euro) a una jeroboam (5 litri) di Pauillac 2000 di Château Latour (5.000 euro), da 3 bottiglie di Pauillac 2022 di Château Mouton Rothschild (1.100 euro) a una bottiglia di Pomerol 2014 di Le Pin (1.400 euro), da Bordeaux. Da una bottiglia di Chambertin 2017 di Domaine Armand Rousseau (2.000 euro) alla selezione di tre bottiglie del Domaine de la Romanée-Conti annata 2018 di La Tache, Echezeaux e Romanée-St.-Vivant (4.700 euro) e due bottiglie di Echezeaux 2014 di Domaine du Comte Liger-Belair (3.000 euro), dalla Borgogna, oltre alle già citate etichette (alcune praticamente introvabili) di Henri Jayer, tra cui appunto il “top lot”. Tra gli Champagne, da segnalare una bottiglia di Clos d’Ambonnay Blanc de Noirs 2002 di Krug (1.500 euro) e due bottiglie di Salon 2002 (1.300 euro).
Tra Francia e Italia tuttavia c’è spazio anche per la Spagna con una selezione di Vega Sicilia composta da due bottiglie di Unico 1981 e una di Unico Reserva Especial (base di partenza 600 euro).
Eppure, il “top lot” assoluto non riguarda un vino, ma un distillato, considerato uno dei migliori whisky mai imbottigliati nella storia: la bottiglia di single malt Scotch Whisky Bowmore Bouquet 1966-1994 di Samaroli ha, infatti, una stima di partenza di 25.000-30.000 euro. A completare la selezione di distillati ben figurano anche il whisky Anniversary 25 Years Old 1965-1991 di Macallan (2.200 euro) e il whisky giapponese Eight of Spades 2000-2008 di Ichiro (4.500 euro).

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