Nel mondo del vino da anni si ripete lo stesso slogan: il vino deve cambiare linguaggio. Ma cosa succede quando qualcuno smette di lavorare sulle parole e inizia a interrogarsi sulle condizioni? “Winewashing. Viaggio insostenibile di un comunicatore nel mondo del vino” (Santelli Editore, aprile 2026, 153 pagine, 16 euro) di Nello Gatti - giornalista, sommelier e consulente - nasce esattamente in questo spazio: non come un attacco, non come un’inchiesta, ma come la riflessione lucida e necessaria da parte chi il sistema lo vive dall’interno e ne osserva, ogni giorno, le fratture.
Il libro attraversa l’intera filiera del vino, mettendo in relazione produttori, comunicatori, ristorazione, eventi, formazione e media, senza separazioni artificiali. Ne emerge il ritratto di un ecosistema dinamico ma frammentato, capace di raccontarsi con forza, ma meno capace di costruire condizioni solide, condivise, durature. Da un lato progettualità dichiarate, fondi, visioni ambiziose. Dall’altro dinamiche operative ancora deboli, dove la comunicazione è spesso ridotta a richiesta estemporanea, dove il valore si disperde tra visibilità e mancanza di strategia, dove le competenze faticano a trovare riconoscimento e continuità. In questo scenario, ogni segmento sembra procedere per conto proprio: il produttore comunica senza integrare, il comunicatore racconta senza connessione profonda con il prodotto, la ristorazione semplifica per necessità, gli eventi si consumano nel tempo breve, mentre il pubblico - centrale per definizione - resta ai margini, osservatore di un sistema che fatica a includerlo davvero.
Il libro si muove tra esperienza personale e visione collettiva, tra osservazione e proposta. Racconta un settore sospeso tra chi lo rappresenta e chi lo sostiene, tra chi è visibile e chi rende possibile quella visibilità. E pone una domanda centrale, che attraversa ogni pagina: sono state create le condizioni per una comunicazione del vino capace di accompagnare davvero il prodotto dal territorio alla società dei consumi, includendo chi quel vino lo sceglie, lo vive, lo acquista?
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