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UN “PONTE TRA CULTURE”

Cinquant’anni del Premio Nonino, “anticipatore del Nobel”, all’Istituto Italiano di Cultura a Parigi

Giannola, Antonella, Cristina ed Elisabetta Nonino rifletteranno sul presente e il futuro con alcune delle più importanti personalità del nostro tempo
GRAPPA, ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA, MADE IN ITALY, MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI, NONINO, PREMIO NONINO, Non Solo Vino
Giannola, Antonella, Cristina ed Elisabetta Nonino

Nel cuore della Ville Lumière, al civico 50 di Rue de Varenne, tra il Quartier des Invalides ed il Quartier Saint-Germain, e tra l’Hôtel Matignon, sede del Primo Ministro francese, l’Hôtel de Villeroy, sede del Ministero dell’Agricoltura francese, l’Ambasciata d’Italia a Parigi, ma anche il Musée Rodin, dedicato al grande scultore Auguste Rodin, dal 1962 l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi diffonde e promuove, per conto del Ministero degli Affari Esteri, la lingua e la cultura italiane. Che, nella “diplomazia della crescita” spinta dalla Farnesina, vedono protagonista sempre di anche l’agroalimentare italiano ed i suoi simboli, raccontati in prima persona da chi ne ha fatto la storia e ne ha diffuso la cultura prima in Italia e poi nel mondo, dalle nostre case alle “tavole del potere” grazie anche alla “gastrodiplomazia”. Come Giannola, Antonella, Cristina ed Elisabetta Nonino, alla guida di Nonino, le storiche Distillerie friulane di Ronchi di Percoto, artefici della rinascita e della ribalta mondiale della grappa made in Italy, che l’11 maggio, vi celebreranno 50 anni del “Premio Nonino”, i valori che lo ispirano e lo guidano, alla presenza di Antonio Calbi, direttore dell’Istituto, e di numerosi ospiti illustri, vincitori di uno dei più importanti e prestigiosi riconoscimenti italiani, anticipatore per ben 6 volte nell’ultimo mezzo secolo dei Premi Nobel e vero e proprio “ponte tra culture”, in una riflessione sul presente e sul futuro: dal poeta siriano Adonis alla scrittrice palestinese Suad Amiry, dall’ex Premier francese Dominique de Villepin alla poetessa statunitense Jorie Graham, dallo scrittore libanese-francese Amin Maalouf alla regista francese Ariane Mnouchkine, dall’economista francese Silvia Pérez-Vitoria al filosofo francese Edgar Morin (che nel 2021, con Nonino, ha festeggiato 100 anni all’Eliseo, ndr).
Nel settecentesco Hôtel de Galliffet, costruito dall’architetto Jacques-Guillame Legrand, dimora del padre del celebre pittore Eugène Delacroix, poi del Primo Ministro francese Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord, sede del Ministero degli Affari Esteri tra Settecento ed Ottocento, e che ha accolto illustri personaggi come Napoleone Bonaparte e la scrittrice Madame de Staël, e oggi sede dell’Istituto Italiano di Cultura di Parigi (che conserva anche la Biblioteca Italo Calvino, la più grande biblioteca italiana in Francia), il racconto dell’ingegno e della creatività italiana sarà affidato a Giannola Nonino, “Nostra Signora” della grappa come la chiamava Gianni Brera, che, con Benito Nonino, esattamente il 1 dicembre 1973, ha creato la prima Grappa Monovitigno® (marchio registrato di Nonino, come si legge anche nell’Enciclopedia Treccani) da vinacce di uva Picolit, con la “benedizione” dei maestri del giornalismo enogastronomico italiano Luigi Veronelli e Mario Soldati, facendo “rinascere” il nostro distillato di bandiera, da “parente povera” del vino ad una bevanda nobile, simbolo dell’eccellenza del made in Italy. Altrettanto pionieristicamente, è nel 1975 che Benito e Giannola Nonino hanno fondato il Premio Nonino Risit d’Aur, tra i riconoscimenti più longevi d’Italia, nato per salvare gli antichi vitigni autoctoni friulani in via di estinzione e per valorizzare la civiltà contadina (e come “un atto d’amore per la nostra terra”, come ha raccontato Giannola Nonino a WineNews); nel 1977, al Premio Nonino Risit d’Aur viene affiancato il Premio Nonino di Letteratura che dal 1984 si completerà con la sezione internazionale: da allora, il Premio Nonino (che tornerà nelle storiche Distillerie in Friuli nel 2027), continua ad anticipare il Premio Nobel - da Rigoberta Menchù (Premio Nonino 1988, Premio Nobel 1992) a V.S. Naipaul (Premio Nonino 1993, Premio Nobel 2001), da Tomas Tranströmer (Premio Nonino 2004, Premio Nobel 2011) a Mo Yan (Premio Nonino 2005, Premio Nobel 2012), da Peter Higgs (Premio Nonino 2013, Premio Nobel 2013) a Giorgio Parisi (Premio Nonino 2005, Premio Nobel 2021) - assegnato alle più importanti personalità in ambito culturale, letterario ed enogastronomico, e dedicato a Benito Nonino, “padre” della grappa italiana.

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