Grandi nomi di Bordeaux e Borgogna, con due incursioni che arrivano dall’Australia, con il suo vino più famoso, il Grange di Penfolds (Treasury Wine Estates), e dall’Italia, con uno dei suo vini simbolo, il Tignanello di Marchesi Antinori, tra i vini considerati pietre miliari del “rinascimento” del vino italiano, che nasce nella splendida Tenuta Tignanello, nel cuore del Chianti Classico, e uscito per la prima volta nel 1971, concepito come primo Sangiovese affinato in barrique, e poi accompagnato dalle varietà internazionali (Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc). Così la “The World’s Most Wanted Wines of 2026”, ovvero i vini più desiderati al mondo, by Wine-Searcher, il più grande portale di ricerca e comparazione dei prezzi dei vini a livello mondiale (che, proprio in questi giorni, è stato acquisito da Glx, società con sede a New York e controllata interamente da Platin Sàrl, la società di investimento della famiglia Goudet, che possiede, tra la altre cose, anche una quota minoritaria della stessa Treasury Wine Estates, ndr).
In una “Top 10” aggiornata che, dunque, vede nell’ordine, sul podio, due grandi nomi di Bordeaux come Pontet-Canet, Lynch Bages, insieme al Grange di Penfolds, seguiti, nell’ordine, ancora da icone bordolesi come Cheval Blanc, Leoville-Las Cases, Montrose e Cos d’Estournel, e, ancora, da due miti assoluti di Borgogna come Romanée-Conti e La Tache, tra i quali si inserisce, appunto, il “bordolese chiantigiano” Tignanello, a rappresentare l’Italia del grande vino.
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