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IDEE DI FUTURO

Tra vigna, cantina, e mercato, l’innovazione vince la “Wine Tech Challenge” di Eatable Adventures

Otto startup selezionate dal progetto di Verona Agrifood Innovation Hub, con Mack & Schühle Italia, Paladin Giovanni Cantine, Pasqua Vini e VasonGroup

Recupero e valorizzazione delle acque reflue, monitoraggio dei prezzi della Gdo, adempimenti doganali, dealcoalzione, agricoltura di precisione e non solo: sono tante le aree di intervento e di innovazioni su cui hanno lavorato le 8 startup selezionate dalla Wine Tech Challenge, un programma di open innovation (paradigma strategico in cui le aziende superano il processo di ricerca e sviluppo interni collaborando con attori esterni) avviato da Eatable Adventures, tra i principali acceleratori Foodtech su scala globale, con il sostegno di UniCredit, nelle attività del Verona Agrifood Innovation Hub (Vaih), polo d’eccellenza dedicato alla promozione dell’innovazione e della sostenibilità nel settore agroalimentare, promosso da Fondazione Cariverona insieme ad un network di partner istituzionali e industriali del territorio.
E che ha coinvolto anche alcune tra le più significative realtà del vino italiano, da Mack & Schühle Italia, attiva nella produzione e distribuzione di vini made in Italy con stabilimenti in Puglia e Friuli-Venezia Giulia, a Paladin Giovanni Cantine, azienda vitivinicola veneta a conduzione familiare con una forte vocazione internazionale, da Pasqua Vini, storica e prestigiosa azienda vinicola veronese della famiglia Pasqua, nata nel 1925 e oggi tra i nomi più importanti del panorama veneto ed italiano, a VasonGroup, che, dal 1966, rappresenta un punto di riferimento globale per il know-how enologico.
Ad essere selezionate, dall’Italia, sono state Asteasier - AlgaVitis, spin-off dell’Università di Verona che trasforma la CO₂ e le acque reflue di cantina in biomassa microalgale ad alto valore aggiunto tramite fotobioreattori; Prefe, sistema di “Instant Intelligence” che monitora quotidianamente oltre 8.000 punti vendita per ottimizzare la distribuzione e il posizionamento dei prezzi nella Gdo; Direct From Italy, piattaforma SaaS (Software as a Service) che automatizza la compliance doganale e il calcolo delle accise in 46 Paesi, abilitando la vendita diretta verso i mercati esteri; Weed Laser Cleaner - Wlc, sistemi laser di precisione integrati nei trattori per il controllo delle infestanti, eliminando la necessità di erbicidi chimici e proteggendo il suolo; BeadRoots, idrogel naturale biodegradabile derivato dalle alghe che trattiene l’acqua nel suolo, garantendo risparmi idrici fino all’85% e resilienza alle siccità; e Plant Voice, biosensori IoT inseriti nel fusto della vite che analizzano la linfa in tempo reale, individuando stress idrici o malattie prima che diventino visibili all’esterno. Arrivano, invece, dal Lussemburgo, Dolia, sistema operativo di vendita basato su Ai per centralizzare i processi commerciali, automatizzare gli ordini complessi e monitorare lo stock in tempo reale, e dagli Usa, Altr, tecnologia brevettata di dealcolazione a nano-membrane che opera a temperatura ambiente, permettendo di produrre vini low/no-alcol di alta qualità senza alterarne il profilo aromatico.
Il processo di selezione della Challenge, coordinato dal team di Eatable Adventures, ha visto il coinvolgimento diretto delle quattro realtà vitivinicole partner e ha analizzato 80 candidature internazionali, identificando una shortlist di progetti ad alto potenziale con una maturità tecnologica elevata e soluzioni pronte per la validazione industriale. “La Wine Tech Challenge ci permette di tradurre rapidamente idee ad alto potenziale in progetti industriali concreti - dichiara Alberto Barbari, Regional Vp Italy Eatable Adventures - attraverso l’Open Innovation, rispondiamo a sfide specifiche identificate dalle aziende partner, accelerando l’evoluzione del settore verso un futuro più competitivo e portando il know-how italiano sui mercati mondiali”. Le startup inizieranno ora una fase di sperimentazione sul campo, collaborando direttamente con i partner industriali per validare le tecnologie in contesti reali e integrarle come asset strategici della filiera.

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