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SCENARIO

Vini bianchi (+650%) e spumanti (+1.100%) trainano gli scambi e ridisegnano gli investimenti

Domanda in crescita costante e nuovi equilibri globali: i dati Liv-Ex segnalano una svolta strutturale nei fine wines

Se nel mercato del largo consumo, negli ultimi anni, i vini rossi hanno perso terreno a vantaggio dei vini bianchi e soprattutto degli spumanti, un trend simile si è consolidato anche nel mercato globale dei fine wines. Secondo i nuovi dati diffusi da Liv-Ex, la piattaforma di riferimento per lo scambio e l’analisi dei vini pregiati sul mercato secondario, dal 2010 il valore delle contrattazioni di vini bianchi è aumentato del +650%, mentre quello degli spumanti ha registrato un balzo ancora più marcato, pari al +1.100%, a fronte di un mercato dei rossi rimasto sostanzialmente fermo, e oggi inferiore del 15% rispetto a 15 anni fa, segnale evidente di un mutamento non episodico, ma strutturale nei comportamenti degli operatori e degli investitori.
Dati da leggere, ovviamente, tenendo conto che per bianchi e spumanti si partiva da una base ampiamente più piccola, a livello statistico, rispetto ai rossi. Ma in ogni caso, l’andamento dell’indice del valore commerciale dei vini del Liv-Ex, con base 100 nel 2010, conferma questa trasformazione:
gli spumanti hanno mostrato la progressione più intensa e continua, crescendo gradualmente fino al 2019 e accelerando poi bruscamente dal 2020, fino a toccare il massimo nel 2022 con un indice vicino a 1.900, prima di assestarsi nel 2025 intorno a quota 1.100, comunque ben al di sopra dei livelli iniziali. Più lineare, ma altrettanto significativa, la traiettoria dei vini bianchi, che, dopo una lunga fase di relativa stabilità, hanno registrato una forte crescita tra il 2020 e il 2022, arrivando vicino a quota 1.000 e mantenendosi poi attorno a 800 nel 2025, dimostrando una resilienza superiore anche nella recente fase di rallentamento del mercato. I vini rossi, invece, hanno evidenziato un andamento quasi piatto per l’intero periodo, con oscillazioni limitate ed un temporaneo incremento tra il 2020 e il 2021 (da 100 a poco meno di 200), seguito da un ritorno verso i valori di partenza.
A determinare questa evoluzione è soprattutto la Borgogna, ormai affermatasi come la principale regione per i bianchi nel circuito Liv-Ex, grazie ad una doppia dinamica guidata dalla crescita dei volumi sui prodotti più accessibili e dalla sostanziale tenuta dei prezzi nella fascia alta, mentre Bordeaux perde terreno, con un calo del -17,6% nel valore degli scambi dei suoi bianchi dal 2011, confermando lo spostamento delle preferenze degli acquirenti verso etichette percepite come più dinamiche e facilmente negoziabili.
Nel complesso, il quadro delineato evidenzia come negli ultimi 15 anni il mercato abbia premiato soprattutto gli spumanti e, in misura minore, i vini bianchi, mentre i rossi hanno mantenuto un ruolo marginale nella crescita del valore, segnalando l’ingresso del fine wines in una fase più selettiva e consapevole, nella quale la disponibilità di dati affidabili e aggiornati diventa determinante per individuare le categorie e le aree capaci di garantire stabilità e valore nel tempo.

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