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MERCATI

L’Italia del vino in Asia tra promozione e opportunità, con “Wine To Asia” n. 4 e Vinitaly

Con gli interventi di Federico Bricolo (Veronafiere), Matteo Zoppas (Ita-Italian Trade Agency) e dell’Ambasciatore d’Italia in Cina Massimo Ambrosetti

Una delle sfide più importanti per il mondo del vino, soprattutto dopo la frenata e le incertezze che arrivano dagli Stati Uniti, ma anche da alcuni storici mercati europei, riguarda la scoperta di nuovi mercati e, quindi, di potenziali platee che hanno - dai numeri della popolazione ad un interesse per il prodotto in crescita ancora non del tutto sbocciato - le caratteristiche per “innamorarsi” del vino italiano. Uno di questi è sicuramente l’Asia, continente enorme che può far segnare un’inversione di tendenza dopo il rallentamento degli ultimi anni. E così da Shenzhen nel Sud-Est asiatico, ha preso il via “Wine To Asia” n. 4 (14-16 maggio), evento realizzato da Veronafiere Asia Ltd, inaugurato ieri al Futian Center della metropoli cinese, guardando ai mercati emergenti dell’area come leva strategica per la crescita internazionale del settore wine & spirits e dell’olio extravergine di oliva.
Fino al 16 maggio sono oltre 400 gli espositori presenti, provenienti da più di 20 Paesi e, tra questi, anche la delegazione italiana composta da 50 aziende di Piemonte, Veneto, Toscana e Puglia, promossa in collaborazione con Ita-Italian Trade Agency. Attesi circa 15.000 operatori professionali da Singapore, Thailandia, Corea del Sud, Vietnam, Indonesia, Taiwan e dall’area di Hong Kong e Macao, grazie ad una mirata campagna di incoming specificamente rivolta a buyer, operatori horeca ed ai principali importatori dell’area asiatica come Zefiro, Kc, All in Wine, Gvs, Globally e Green Magnolia, già accreditati.
Secondo le analisi dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly, in Asia dovrebbe arrestarsi la contrazione della domanda di vini fermi che negli ultimi 6 anni ha viaggiato ad un ritmo medio annuo (Cagr) pari al -8,3% (con la Cina in particolare che, nel 2025, ha importato vino italiano per 66,9 milioni di euro, con una brusca frenata del -25%, su dati Istat, ndr). Alla luce di questa previsione, i buyer asiatici dovrebbero tornare ad acquistare con un aumento previsto degli ordini dello 0,5% annuo da qui al 2029 e, va sottolineato, che pur partendo da valori bassi, la Cina, a gennaio 2026 (come riportano i dati Istat analizzati da WineNews), ha toccato un export di 5,4 milioni di euro (+8,6%), uno dei pochi Paesi con il segno positivo.
“Wine To Asia - ha sottolineato il presidente Veronafiere, Federico Bricolo - rappresenta oggi il punto di riferimento per il mercato cinese e dei principali Paesi del Sud-Est asiatico, aree oggi decisive per le prospettive di crescita del vino made in Italy. La manifestazione rientra nel programma internazionale sviluppato da Veronafiere con il brand Vinitaly, in questi giorni anche in Brasile con “Wine South America”, mentre in ottobre saremo a New York con Vinitaly.Usa per rafforzare il posizionamento delle imprese italiane sui mercati esteri, creare nuove opportunità commerciali e consolidare le relazioni con buyer e operatori qualificati, selezionati e successivamente invitati a Vinitaly a Verona”.
“L’Italia è percepita molto positivamente in Cina - ha aggiunto l’Ambasciatore d’Italia in Cina, Massimo Ambrosetti - come ha confermato anche la recente riunione della Commissione mista economica italo-cinese, tenutasi in aprile con il vice Premier e Ministro degli Esteri Antonio Tajani. È una cooperazione costruttiva e lungimirante, che ci consente di raccontare meglio il nostro Paese a un pubblico cinese in forte crescita, non solo sul piano socioeconomico, ma anche culturale. C’è una grande voglia d’Italia: lo dimostrano l’aumento continuo del turismo cinese e l’attenzione crescente sui social media locali, dove i territori italiani sono sempre più conosciuti. I viaggiatori cinesi cercano esperienze autentiche, anche al di fuori dei grandi luoghi iconici, e il vino è una calamita straordinaria perché rappresenta l’eccellenza dei nostri territori. Il nostro impegno è far conoscere sempre di più questa Italia diffusa, ed è il momento giusto per farlo: la competizione è forte, ma i numeri possono essere molto importanti se si lavora nella direzione corretta. In questo senso Vinitaly, con la sua proiezione “Wine to Asia”, è un esempio e una storia di successo cresciuta negli anni. Per me è la terza volta qui e vedo un percorso di sviluppo continuo, con ricadute significative per i nostri settori tradizionali di interscambio”.
Per questa ragione, la promozione diventa strategica ed è indispensabile che sia coordinata al meglio, come ha evidenziato Matteo Zoppas, presidente Ita-Italian Trade Agency: “la Cina è un mercato strategico, anche perché si sta aprendo sempre di più e una quota crescente della sua enorme popolazione dispone oggi di una capacità di spesa adeguata all’acquisto dei nostri prodotti. Dobbiamo quindi anticipare questa fase ed essere più presenti. “Wine To Asia”, dove ci troviamo oggi, rappresenta un contesto dal potenziale enorme: proprio per questo abbiamo raddoppiato rispetto allo scorso anno la presenza delle aziende nella collettiva Ita. La cucina italiana è un asset fondamentale - recentemente riconosciuta Patrimonio Immateriale dell’Umanità dall’Unesco - e può essere un veicolo decisivo per far conoscere il vino italiano ai consumatori locali attraverso la nostra ristorazione all’estero. Allo stesso tempo, è importante lavorare anche sugli abbinamenti con le cucine locali. Dobbiamo promuovere la cultura delle nostre etichette, perché anche le altre tradizioni gastronomiche, con accostamenti specifici, stanno iniziando ad accogliere sempre di più il prodotto italiano, non solo il vino, nei propri abbinamenti”.
Alla cerimonia inaugurale di “Wine To Asia” n. 4, che, in questi giorni prosegue a Shenzhen, erano presenti, tra gli altri, anche il Console Generale d’Italia di Guangzhou, Valerio De Parolis, il direttore Ice Pechino, responsabile per la Cina e la Mongolia, Francesco Pensabene, il direttore di Ice Guangzhou, Andrea Maccanico, il presidente della Camera di Commercio Italiana in Cina, Gianni Di Giovanni, e i rappresentanti diplomatici di diversi Paesi, dalla Serbaia a Israele, dal Messico dall’Argentina, agli Stati Uniti, e non solo. Tra le curiosità, la consegna del “Taste of Italy - Wine List Excellence” di Vinitaly ad Antonello Picchedda, general manager 8 ½ Otto E Mezzo Bombana, il celeberrimo ristorante italiano tristellato Michelin, unico oltreconfine, dello chef Umberto Bombana ad Hong Kong.

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