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STORIE DI IMPRESA

Pojer e Sandri, un nuovo corso per la griffe del Trentino, con 50 anni di storia alle spalle

Dopo mezzo secolo insieme si dividono, di comune accordo, le strade di Mario Pojer e Fiorentino Sandri (che continuerà a guidare azienda e brand)

Dai 2 ettari con cui è partita l’azienda, nel 1975 a Faedo, tra la Valle dell’Adige e la Val di Cembra in Trentino, ai 35 del 2025, distribuiti su 6 comuni diversi: 50 anni di crescita e di successi, quelli della Pojer e Sandri. Diventata icona del vino di qualità, dell’innovazione, dell’artigianalità, della capacità di essere “di rottura”, nati dall’incontro, mezzo secolo fa, di due giovani con visioni complementari: Fiorentino Sandri e Mario Pojer. Il primo aveva appena ereditato circa 2 ettari di vigneto, il secondo aveva da poco conseguito il Diploma da enologo nella prestigiosa Scuola di enologia di San Michele all’Adige. Un percorso costruito insieme, e che ora, per decisione comune e consensuale di Mario Pojer e Fiorentino Sandri, si divide in due percorsi diversi ed indipendenti. “A seguito di un accordo legale e commerciale siglato in forma consensuale nelle scorse ore, i due soci fondatori - Mario Pojer e Fiorentino Sandri - hanno formalizzato la separazione delle rispettive quote e attività, ponendo fine ad un sodalizio imprenditoriale e umano che dura dal lontano 1975: oltre cinquant’anni di visione condivisa, sacrifici comuni e traguardi che hanno lasciato un segno indelebile nella storia del vino e dei distillati, non solo in Trentino-Alto Adige”, spiega una nota. In particolare, Fiorentino Sandri manterrà la guida dello storico marchio Pojer e Sandri, insieme alla maggior parte dei vigneti aziendali situati tra Faedo e Grumes, custodendo il patrimonio di esperienza, le etichette storiche e la filosofia produttiva che hanno reso la cantina un punto di riferimento dell’enologia italiana. Mario Pojer, invece, proseguirà il proprio percorso in Val di Cembra, dove continuerà a coltivare la sua idea di vino insieme alla seconda generazione della famiglia. Si tratta, dunque, di due percorsi che proseguiranno su strade diverse, ciascuno in base alla propria visione, nel solco di una tradizione enologica di altissimo livello.
Per quanto riguarda la Pojer e Sandri, sarà dunque Fiorentino Sandri, insieme ai suoi più stretti collaboratori - con un ruolo sempre più rilevante affidato alle generazioni più giovani, tra cui la figlia Elisa, oggi responsabile commerciale Italia e marketing, e il figlio Federico, impegnato nello sviluppo dei mercati esteri e nelle attività aziendali - a portare avanti il marchio storico. “L’azienda continuerà, inoltre, a contare su un gruppo di collaboratori esperti e motivati, con figure storiche presenti da oltre venticinque anni - come il responsabile della cantina Michele Sandri, un punto fermo per l’azienda, simbolo di affidabilità e di continuità della produzione - accanto ad un team giovane a cui verranno affidate responsabilità sempre maggiori nei prossimi anni. Il 2025 ha confermato la solidità del progetto: con oltre 250.000 bottiglie distribuite annualmente in Italia e sui principali mercati internazionali, l’azienda continua oggi a distinguersi per una produzione che comprende vini di montagna, spumanti, distillati e progetti identitari come il Müller Thurgau, il Brut Rosé e Zero Infinito”. Territorio, comunità e qualità: sono questi, dunque, i cardini su cui Fiorentino Sandri costruirà il nuovo capitolo della Pojer e Sandri, nel segno di una tradizione che non smette di guardare avanti. “Il percorso condiviso con Mario Pojer ha rappresentato una parte fondamentale della mia vita personale e professionale - dichiara Fiorentino Sandri - abbiamo costruito insieme qualcosa di importante, partendo da zero e affrontando ogni sfida con passione, curiosità e spirito di sacrificio. Oggi si apre una nuova fase, che affronteremo con la stessa serietà e con la stessa attenzione alla qualità che hanno sempre guidato il nostro lavoro”.

Focus - La storia ed il profilo di Pojer e Sandri
Pojer e Sandri nasce nel 1975 a Faedo, piccolo borgo tra la Valle dell’Adige e la Val di Cembra in Trentino, dall’incontro di due giovani con visioni complementari: Fiorentino Sandri e Mario Pojer. Il primo aveva appena ereditato circa 2 ettari di vigneto, il secondo aveva da poco conseguito il Diploma da enologo nella prestigiosa Scuola di enologia di San Michele all’Adige. Questo fortunato connubio prende forma grazie alla volontà comune di produrre vini di gran pregio dai vigneti posti tra la Valle dell’Adige e la Val di Cembra, precisamente sulla collina di Faedo. I primi vini prodotti furono una Schiava in rosato e un Müller Thurgau, accompagnati - negli anni seguenti - da uno Chardonnay e dalla Nosiola, varietà autoctona a cui l’azienda è da sempre affezionata. Durante il primo anno di attività della Pojer e Sandri, la produzione partì da sole 2.000 bottiglie annue, tutte vendute immediatamente. Già un anno dopo la fondazione, inoltre, l’azienda attirò l’attenzione del noto critico Luigi Veronelli, che gli dedicò un articolo su “Panorama” esaltando il Vin Dei Molini, un rosato ottenuto da varietà Rotberger; l’anno successivo arrivarono le prime esportazioni negli Stati Uniti. Con il passare degli anni l’azienda è cresciuta grazie all’acquisizione di nuovi terreni: dai 2 ettari del 1975 ai 35 del 2025, distribuiti su 6 comuni diversi. Nel corso dei decenni, l’azienda si è, inoltre, distinta per una spiccata vocazione all’innovazione, sia in cantina che in campagna. A d esempio, ha sviluppato innovative tecniche di vinificazione in riduzione con recupero d’azoto, finalizzate a limitare drasticamente l’utilizzo di solfiti. Tra i traguardi più significativi figura anche il primo Palai Müller Thurgau italiano esportato negli Stati Uniti. Nel 2013 ha poi preso forma un progetto nobile ed ambizioso, denominato Zero Infinito. Un vino ancestrale a zero impatto chimico da varietà Piwi (Solaris): un vino con zero trattamenti chimici in campagna, zero anidride solforosa, zero lieviti commerciali, zero chiarificanti, zero filtrazioni e zero antiossidanti. Oggi la gamma produttiva è ampia e articolata: accanto a vini bianchi di grande personalità come Nosiola, Müller Thurgau, Riesling e Chardonnay, figurano importanti vini rossi come Pinot nero e Rosso Faye, oltre a bollicine Metodo Classico Extra Brut e Brut Rosé. La distilleria, attiva fin dagli esordi, è stata tra le prime in Trentino a produrre la grappa da monovitigno e oggi comprende grappe, acquaviti di frutta e brandy. Completa l’offerta una ricca e ricercata gamma di aceti. I riconoscimenti della critica, italiana ed internazionale, hanno confermato nel tempo il valore dell’azienda. Oggi Pojer e Sandri, pur mantenendo invariato il nome che ne racconta le origini, è guidata da Fiorentino Sandri, che porta avanti - affiancato dai figli Elisa e Federico - il progetto fondato cinquant’anni fa nel segno della continuità, della qualità e di quella stessa passione artigianale con cui tutto ebbe inizio.

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