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ECCELLENZE MADE IN ITALY

Agroalimentare italiano a 59,3 miliardi di export nel 2025 (+5,1%): l’Europa guida la crescita

Numeri by Osservatorio Nomisma per Italia del Gusto, primo Consorzio privato di imprese del settore alimentare e vinicolo che ha festeggiato 20 anni

Il comparto agroalimentare italiano ha toccato nel 2025 un valore di 59,3 miliardi di euro di export (+5,1%), confermando la sesta posizione a livello mondiale e una quota pari al 4,6% del commercio globale del settore. E se l’Europa si conferma il principale driver di crescita (+7,3%), gli Stati Uniti rappresentano la principale eccezione tra i mercati di destinazione del made in Italy alimentare, ma con un calo dell’export italiano del -4,5%, in un contesto segnato dall’effetto negativo dei dazi. Sono alcune evidenze dell’Osservatorio Nomisma per Italia del Gusto, il primo Consorzio privato di imprese italiane del settore alimentare e vinicolo, con il vino che è rappresento dal Gruppo Terra Moretti di Vittorio Moretti (che mette insieme cantine come Bellavista e Contadi Castaldi in Franciacorta, Petra a Suvereto, Acquagiusta - Tenuta La Badiola in Maremma, Sella & Mosca in Sardegna e Teruzzi a San Gimignano), insieme a tanti top brand dell’agroalimentare made in Italy (come Amadori, Amica Chips, Auricchio, Barilla, Bauli, Bonomelli, Caffè Borbone, Cannamela, Cirio, Citterio, Gruppo Colussi, Delicius, Fabbri, Filippo Berio, Medusa, Molino Spadoni, Novi, Noberasco, Orogel, PanPiuma, Parmalat, Parmareggio, Piadina Loriana, Polenta Valsugana, Ponti, Rana, Rio Mare, Riso Gallo, Sammontana Italia, San Benedetto, Santa Rosa, Urbani Tartufi, Valfrutta, Valsoia, Vecchia Romagna), per una realtà da 30 aziende di 38 categorie merceologiche, con un fatturato aggregato di 22 miliardi di euro ed oltre 53.000 dipendenti.
Fondato nel 2006 dall’imprenditore Giovanni Rana, Italia del Gusto, oggi presieduto da Giacomo Ponti (alla guida di Ponti e di Federvini, ndr) ha festeggiato i suoi primi 20 anni di vita, ieri a Roma nel Chiostro del Bramante, in una serata che ha riunito le aziende del Consorzio ed i rappresentanti delle istituzioni, tra cui il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, il presidente di Ice (Ita-Italian Trade Agency) Matteo Zoppas, il Dg del Ministero degli Affari Esteri, Mauro Battocchi e Alfredo Conte, vice dg del Ministero degli Affari Esteri.
Tornando all’Osservatorio Nomisma per Italia del Gusto, il contesto internazionale conferma una fase di crescita moderata del Pil globale, atteso al +3,3% nel 2025, ma, soprattutto, una dinamica sempre più disomogenea tra aree economiche. La crescita continua ad essere trainata dalle economie emergenti, mentre l’area euro evidenzia un profilo più debole e frammentato. Il quadro inflattivo resta eterogeneo, con una normalizzazione più avanzata nei Paesi sviluppati e pressioni ancora significative sui prezzi in alcuni mercati emergenti, con un effetto diretto sulla struttura della domanda e sui comportamenti di consumo. I consumi food & beverage evidenziano un crescente divario tra aree geografiche: nei Paesi emergenti, in particolare India e Cina, la crescita dei consumi pro capite raggiunge il +26% nel periodo 2019-2024, mentre nelle economie mature la dinamica risulta più contenuta. Il commercio globale resta fortemente concentrato: Stati Uniti, Germania, Cina, Regno Unito e Francia rappresentano circa tre-quarti della domanda mondiale. Francia e Germania si confermano, inoltre, i mercati più legati all’offerta agroalimentare italiana: rispettivamente il 9,9% e il 9,3% delle loro importazioni food & beverage proviene dall’Italia. Tra i mercati monitorati emerge anche il Giappone, tra le principali economie di riferimento per i prodotti alimentari di qualità e tra i Paesi con il più elevato livello di spesa alimentare pro capite. In questo scenario si distinguono alcune dinamiche: Polonia (+21,6%) e Spagna (+13%), a fronte di una domanda più debole in alcuni sbocchi tradizionali. Il made in Italy mantiene una forte competitività in segmenti chiave del mercato globale e, quindi, caffè, prodotti da forno, cioccolata, formaggi.
“In questi vent’anni - ha sottolineato Giacomo Ponti, presidente Consorzio Italia del Gusto - Italia del Gusto ha dimostrato che fare sistema non è soltanto una scelta organizzativa, ma una vera leva strategica per competere e crescere sui mercati internazionali. La capacità di unire esperienze, competenze e visioni diverse ha permesso alle aziende consorziate di aumentare il proprio business all’estero e di consolidare il posizionamento del made in Italy nel mondo. La forza del made in Italy oggi sta nella capacità di presentarsi in modo coeso sui mercati esteri, valorizzando identità, qualità e innovazione”.
In occasione del ventennale, il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha consegnato a Giovanni Rana, fondatore e presidente onorario di Italia del Gusto, la moneta dedicata alla Cucina italiana Patrimonio Unesco, riconoscimento che celebra una storia imprenditoriale fondata su famiglia, lavoro, qualità e capacità di portare nel mondo il valore delle tradizioni italiane. “Abbiamo un sistema resiliente e capace di affrontare ogni dinamica commerciale e geopolitica in maniera corretta, da italiani, che sanno affermarsi nelle condizioni più difficili”, ha dichiarato il Ministro Lollobrigida, evidenziando, inoltre, che “la distintività è la caratteristica del nostro sistema imprenditoriale, con un imprenditore che è anche pater familias dell’azienda: ne risolve problematiche gestionali e ne difende la reputazione”. Il Ministro ha anche richiamato il programma ColtivaItalia, che prevede un miliardo di euro per il rafforzamento delle filiere agroalimentari strategiche e il sostegno ai comparti maggiormente esposti alle fasi di mercato più critiche.
Giovanni Rana, il “re della pasta fresca” e fondatore Italia del Gusto, ha sottolineato la crescita del Consorzio, evidenziando come la forza del gruppo risieda nella condivisione di idee e nella collaborazione tra i soci. Nonostante le incertezze internazionali, Rana si è detto ottimista: “andiamo bene perché esportiamo cibo, e il cibo italiano è adorato in tutto il mondo”. Vent’anni dopo la sua nascita, Italia del Gusto conferma la solidità di un modello vincente che ha saputo evolvere insieme ai mercati internazionali. In uno scenario globale più complesso e selettivo, la capacità di fare sistema, valorizzare le eccellenze italiane e presidiare nuovi mercati rappresenta una delle principali leve per sostenere la crescita e la competitività dell’agroalimentare italiano nel mondo.

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