Herita Marzotto Wine Estates, fondato nel 1935 dal conte Gaetano Marzotto, non è solo uno dei principali player del settore vitivinicolo italiano, riunendo alcune delle tenute più importanti del vino italiano (da Santa Margherita in Veneto a Kettmeir in Alto Adige, da Ca’ del Bosco in Franciacorta a Lamole di Lamole e Vistarenni in Chianti Classico, da Cà Maiol nel Lugana a Torresella nel Veneto Orientale, da Sassoregale in Maremma a Cantine Mesa in Sardegna, passando per Roco Winery, in Oregon, con un giro d’affari superiore ai 246 milioni di euro e oltre 25 milioni di bottiglie vendute nel 2025 in più di 90 Paesi del mondo, ndr), ma anche un esempio virtuoso quando si parla di sostenibilità certificata e riconosciuta. Con obiettivi, quelli raggiunti dalla realtà guidata dalla famiglia Marzotto, che si inseriscono in un percorso di responsabilità iniziato oltre 12 anni fa, quando l’azienda ha avviato la misurazione e compensazione delle emissioni legate all’iconico Pinot Grigio Santa Margherita nel mercato canadese. L’evoluzione di questa visione ha portato Herita a diventare la prima realtà vitivinicola italiana ad aver ottenuto la certificazione di neutralità carbonica sull’intero perimetro aziendale in accordo con gli standard Pas 2060, Iso 14064-1 e Iso 14068-1. A coronamento di questo itinerario, il Gruppo si è aggiudicato il primo posto ai “Sustainability Award” 2025 nella categoria “Leader Esgfi”, premiato per la capacità di integrare sostenibilità, finanza e innovazione nel proprio modello di business.
Come ricorda la stessa Herita Marzotto Wine Estates, nella pubblicazione del suo “Bilancio di sostenibilità” n. 4 riferito all’anno solare 2025, redatto in coerenza con la direttiva europea Csrd (Corporate Sustainability Reporting Directive, ndr) e strutturato secondo gli standard Esrs (European Sustainability Reporting Standards, ndr). Nell’esercizio 2025, precisa una nota, l’impronta carbonica complessiva ha evidenziato una riduzione del -8,68%, accompagnata da un calo del -8,09% dell’intensità emissiva per fatturato. Con, tra le altre cose, la copertura di quasi il 40% del fabbisogno energetico del gruppo da fonti rinnovabili e autoproduzione fotovoltaica, ed il il 100% della superficie vitata gestita in Italia condotto in regime di agricoltura biologica o viticoltura integrata certificata Sqnpi, con il 100% delle sedi nazionali certificate “Biodiversity Friend”.
“Il valore della nostra impresa non lo misuriamo solo attraverso la qualità dei nostri vini o i risultati economici - sottolinea Gaetano Marzotto, presidente Herita Marzotto Wine Estates - ma anche attraverso la capacità di rigenerare il capitale naturale e sociale che lo ha generato. In questa prospettiva, la quarta edizione del “Bilancio di sostenibilità” rappresenta non solo un esercizio di trasparenza, ma la testimonianza di una visione strategica in cui i fattori Esg sono parte integrante della nostra identità. Sostenere questo impegno significa onorare una visione iniziata più di 90 anni fa: la sviluppiamo attraverso l’uso intelligente delle risorse, certi che l’integrazione tra sapienza artigianale e innovazione tecnica sia l’unica strada per garantire un equilibrio duraturo tra impresa e natura”.
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