Ci sono appena 2,3 milioni di abitanti ed una superficie di 33.843 km quadrati, che la collocano al posto n. 139 (su 195) nella lista degli Stati riconosciuti più grandi al mondo. Eppure c’è un primato in Moldavia che riguardo ai terreni la pone al primo posto in classifica ormai già da qualche anno: gli ettari di vigneti pro-capite, 375 metri quadrati (0,37 ettari) a persona, secondo una stima dell’American Association of Wine Economists (Anderson, K. And Pinilla, V., 2025, “Annual Database of Global Wine Markets, 1835 to 2023”). Che, rispetto ai numeri legati al settore del vino, come possono essere quelli sull’export o sui consumi, sono forse meno “quotati” in relazione al mercato, ma che raccontano tanto di una regione vinicola storica, che è diventata tra le più dinamiche d’Europa e che, negli ultimi dieci anni, ha visto la propria industria del vino trasformarsi, grazie all’innovazione e mantenendo allo stesso tempo le tradizioni. Dalle varietà di uva autoctone a vini premiati di fama internazionale, la Moldavia è oggi il produttore di vino n. 19 al mondo, esportando l’85% del suo vino in 70 Paesi.
Dall’altro lato, i numeri raccontano anche come i leader nella produzione di vino non siano esattamente quelli che possiedono più vigneti in riferimento al numero della popolazione. L’Italia, per esempio, il più grande produttore mondiale di vino nel 2025 con 47,4 milioni di ettolitri, in questa classifica occupa la posizione n. 5, con 123 metri quadrati di vigneto pro-capite, seguita dalla Francia, secondo produttore mondiale, che si trova al n. 6 con 116 metri quadrati di vigneto pro-capite. Inverte la tendenza, invece, la Spagna, terzo Paese produttore più rilevante al mondo e, in ogni caso, il vigneto più grande del mondo con 919.000 ettari, ma che nella particolare e curiosa classifica della Aawe occupa il posto n. 2 con 195 metri quadrati di vigneto pro-capite, poco più della metà della Moldavia, che rimane prima indiscussa. Al terzo gradino del podio, ecco il Portogallo, con 173 ettari di vigneto pro-capite, seguito dalla Georgia (n. 4) con 127 ettari di vigneto pro-capite. La Moldavia ha nella produzione di vino un pilastro della propria economia anche se, al di fuori dei Paesi dell’ex Urss, è forse poco conosciuta: eppure è proprio qui la cantina più grande al mondo, la Milestii Mici, a Chisinau, nota come la “città del vino sotterranea”. È, inoltre, uno dei Paesi in cui il vino incide di più sul totale delle esportazioni (il 4% del totale dell’export merci), meta turistica tra le preferite per le vacanze degli amanti del vino secondo un sondaggio di qualche anno fa ed ha anche recentemente ospitato nella sua capitale Chisinau, dal 16 al 20 giugno 2026, l’ultimo “Congresso Mondiale della Vigna e del Vino”, organizzato dall’Oiv. Anche Julien Viaud, giovane enologo francese alla guida del Laboratoire Rolland & Associés, considerato l’erede di Michel Rolland, intervistato da WineNews, ha indicato, tra gli altri, la Moldavia come uno dei terroir più interessanti da scoprire per il futuro del vino. Chi c’è a chiudere la classifica? Paesi Bassi e Filippine. Ettari di vigneto pro-capite: 0. E, sebbene non si tratti di un territorio con tradizione enologica, per il Regno Unito (che sta vivendo una crescita del settore, dettata anche dai cambiamenti climatici che rendono le estati più calde e che permettono ai vigneti di sopravvivere anche a latitudini più alte) i dati della Aawe parlano chiaro: i metri quadrati di vigneto pro-capite in Uk sono 1.
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