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MOSTRA DEL CINEMA

Quel “Pass Me Down the Wine” degli Oasis e la reunion a Venezia tra cucina e vino italiani

Dalle parole della celebre canzone, ai piatti dello chef Tino Vettorello accompagnati da calici di Prosecco Docg, per Liam e Noel Gallagher

Una reunion celebrata anche a tavola, con la cucina italiana e il vino, il suo compagno più fedele, ricordando le canzoni di una delle band più famose ed amate di sempre, come “Pass Me Down the Wine”. È quella che ha visto gli Oasis al Lido di Venezia, nei giorni scorsi, sfilare tra la folla in delirio sul red carpet della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica n. 83 per il debutto mondiale di “Oasis: Don’t Look Back in Anger”, il il film documentario di Dylan Southern e Will Lovelace, ideato da Steven Knight (nelle sale dal 10 settembre), che racconta la reunion di Liam e Noel Gallagher sui palchi del “Tour mondiale Oasis Live ’25”, aspettando le tappe in Italia attese dai fan nel 2027. Ma anche godersi i piatti dello chef Tino Vettorello che, ai fratelli Gallagher, sulla Terrazza Triennale ha dedicato un menù che ha raccontato l’Italia attraverso sapori immediati, colori mediterranei e richiami al Veneto, accompagnato da calici di Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg. Con le bollicine venete Official Sparkling Wine per il terzo anno consecutivo della Mostra, con le bottiglie in edizione limitata protagoniste di tutti i momenti ufficiali della Biennale dal 2024, dalla cena di apertura e quella di chiusura, in un percorso narrativo con la regia del Consorzio, che unisce l’arte di Greg Goya, la cucina di Vettorello e Riccardo Canella e il ricordo di Renato Casaro, il più grande cartellonista di sempre, autore di manifesti per alcuni dei film più famosi della storia del cinema mondiale (e che WineNews ha intervistato in passato).
“Cucinare per gli Oasis è stato divertente perché sono un’icona mondiale, ma hanno un’identità molto forte, immediata, senza troppi fronzoli. Ho voluto fare lo stesso con la cena: sapori riconoscibili e italiani - ha raccontato Tino Vettorello, chef ufficiale della Mostra del Cinema di Venezia dal 2010, e che ha cucinato anche nei Festival internazionali di Berlino e Cannes, alle Olimpiadi Invernali, ai Mondiali e in regate come l’America’s Cup, e, oltre alla Terrazza Biennale, guida il Tino Jesolo - quando cucino per artisti così importanti non cerco mai di stupire con ingredienti impossibili: preferisco far scoprire loro quanto può essere sorprendente un grande pomodoro, un baccalà fatto bene o un prodotto che arriva da pochi chilometri da qui. La musica degli Oasis ha attraversato generazioni e confini; per una sera abbiamo provato a fare la stessa cosa con la cucina italiana”.
Una cena alla Terrazza Triennale, nella cui wine list ci sono etichette di cantine come Agostinetto ed Andreola, da Bisol1574 a Bival, da Borgo Antico a Bortolomiol, da Cantine Maschio a Col Vetoraz, da Divigna a Ruggeri, da Santa Margherita (Herita Marzotto Wine Estates) a Sui Nui, da Val d’Oca a Valdo - con nel menù, “Viaggio al Sud”, un piatto solare, costruito attorno alla morbidezza della burrata e alla freschezza vegetale di peperone, datterino e basilico, con la sapidità della polvere di capperi di Pantelleria a dare profondità e carattere; i Paccheri ai tre pomodori con pomodori confit, protagonisti assoluti con il datterino rosso, dolce e intenso, una varietà gialla, più delicata, fresca e naturalmente zuccherina, e il pomodoro verde, utilizzato per portare una nota più vegetale e leggermente acidula; e, prima e durante la cena, i finger food dedicati a Venezia con Baccalà mantecato su cracker al nero di seppia, e un frammento di “Red Carpet”, il piatto-simbolo creato da Vettorello per la Mostra del Cinema n. 83: la ricetta originale mette insieme branzino dell’Adriatico, fragola, Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg e un microgreen di brassicacee, un gioco cromatico che trasforma il celebre tappeto rosso veneziano in un piatto, mentre per la cena degli Oasis, quel riferimento è stato condensato nel finger attraverso il microgreen accompagnato dalla maionese al Prosecco; last but not least, un grande classico italiano, con accento veneto come il Tiramisù con una crema alla grappa.
Per il Consorzio del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg la Mostra del Cinema n. 83 segna il compimento di una “trilogia visiva e concettuale”. “Essere presenti per il terzo anno consecutivo ci riempie di orgoglio - ha spiegato Franco Adami, presidente del Consorzio - vedo un’affinità tra il mondo del vino e quello del cinema. Proprio come accade per una pellicola sul grande schermo, anche la storia di una vite è unica e irripetibile: ogni annata è diversa, figlia del clima, della terra e del lavoro sapiente dei nostri vignaioli. Un regista trasforma un’idea in un’emozione, noi trasformiamo i frutti della terra in un racconto da condividere, altrettanto emozionante. Portare l’eccellenza del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg al Lido significa celebrare questa comune passione per la creazione e per la bellezza.”.
Ma quest’anno la narrazione del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg ha superato i confini tradizionali grazie alla collaborazione con Greg Goya, celebre esponente della fast art che, nei giorni scorsi al Lido, accanto all’attracco Santa Maria Elisabetta, ha realizzato l’installazione, intitolata “I Will Always Be Cheering for You” che accoglie gli ospiti della Biennale: un mappamondo composto da un insieme di tessere di vetro dai bordi dorati ispirati all’arte vetraia di Murano ed alle Colline del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Patrimonio Unesco, sul quale si può scrivere il proprio nome ed un pensiero a cui brindare. Quindi il viaggio sensoriale del Prosecco Docg è proseguito con un esclusivo evento in Laguna, ideato per una squadra di influencer, a bordo della storica imbarcazione Edipo Re con la MasterChef Italia Tracy Eboigbodin, Giulia Latina, Sabrina Musco e Andrea Zigrossi e il fotografo Marco Valmarana attraccati sull’isola di Poveglia per un pranzo-degustazione dello chef Riccardo Canella (già al Noma di Copenaghen e al Cipriani di Venezia). A fare da ponte con il pubblico, è, invece, Alessio De Santa, influencer specializzato nel mondo del cinema, che porta il Prosecco Docg nel cuore della Biennale. Infine, è andata in scena la presentazione del docufilm “Renato Casaro - Treviso, Roma, Hollywood” con il regista Alessandro Pondi e Lupin Film e che ripercorre gli ultimi 70 anni di cinema internazionale attraverso la straordinaria carriera di Casaro, trevigiano Docg, per il quale, come disse a WineNews, “cibo e vino si raccontano bene con il cinema”. Ma anche con la musica.

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