Diversi mercati e fattori stanno cambiando in modo strutturale per il vino italiano, che si difende in chiusura di un 2026 difficile, guardando già al 2027. Con Rodolfo Maralli (Banfi), Daniele Simoni (Schenk Italia), Alberto Lusini (Angelini Wines & Estates) e Pierangelo Tommasi (Tommasi Family Estates), continua il viaggio di WineNews tra top manager e produttori di vino, per tastare il polso al mercato, che a fine anno vive una delle fasi più importanti, tra variabili inflattive, nuove abitudini di consumo e geopolitica, ma con la parola d’ordine che resta “ottimismo”.
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