La nuova frontiera della Malvasia delle Lipari passa dall’incontro tra Nino Caravaglio - titolare della cantina isolana fondata nel 1989 - e Thomas Duroux, oggi ceo di Château Palmer e enologo di Ornellaia dal 2001 al 2004. Un connubio per certi aspetti originale, da una parte forte della profonda conoscenza, anche empirica, della Malvasia e dell’arcipelago delle Eolie e, dall’altro, del rigore tecnico e della esperienza enologica internazionale, che ha dato vita a due Malvasia di Lipari secche: Piano della Croce e Punta Capo, che arrivano sugli scaffali con l’annata 2024. Due differenti espressioni del vitigno coltivato nell’isola “Cru” di Salina, quello che cresce sui suoli sabbiosi e vulcanici di Valdichiesa, nel caso del Piano della Croce, e quello allevato tra le falesie mediterranee e le sabbie di Capo Faro nel caso del Punta Capo, quest’ultimo oggetto del nostro assaggio. Fermentato e maturato in botti da 800 litri piccolo è un vino dai profumi di erbe aromatiche, agrumi e pietra focaia, ad anticipare un sorso deciso e potente, ma mai sopra le righe, sostenuto da una vivace dinamica, che lo accompagna verso un finale lungo, vibrante e dai ritorni ancora agrumati. L’azienda di Nino Caravaglio conta su 20 ettari a vigneto in biologico, posti su quattro delle sette Isole Eolie - Salina, Lipari, Vulcano e Stromboli - da cui si ricava una produzione complessiva di 50.000 bottiglie.
(fp)
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