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RAPPORTO RABOBANK

Crescono le vendite online, crollano i prezzi degli sfusi: ecco i trend del primo trimestre 2019

In Europa calano i consumi, ma crescono le vendite sul web, e anche l’export si contrae, crescendo però in valore
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I trend del primo trimestre 2019 secondo Rabobank

Nel trend stagnante dei consumi di vino, crescono in tutti i Paesi d’Europa le vendite online, che garantiscono margini maggiori alle aziende e più informazioni a chi compra: gli effetti della scarsità della vendemmia e quindi della produzione 2017 continua a farsi sentire, anche nel terzo trimestre 2018, con le esportazioni dei Paesi europei e del Cile ancora in calo, ma con segnali di ripresa in coda, in conseguenza dei primi effetti, questa volta positivi, dell’abbondante raccolta 2018; il mercato, però, rimane sovraffollato in termini di players, e più che a crescere le aziende dovranno pensare a consolidarsi; in vista della commercializzazione dell’annata 2018, nelle contrattazioni internazionali le quotazioni dei vini sfusi europei iniziano a calare, mentre quelli argentini pagano la svalutazione del Peso. Ecco le dinamiche che influenzeranno il mercato globale del vino nel primo trimestre 2019, fotografate dagli analisti del comparto Food & Agribusiness del RaboResearch di Rabobank.
Le vendite di vino online in Europa
hanno rappresentato il 4% dell’off-trade nel 2017, ossia 360 milioni di litri, e tra il 2010 ed il 2017 il settore è cresciuto del 66%, e nello stesso preriodo i consumi sono calati del -5%. Il Paese in cui ha il peso maggiore (10%) è la Gran Bretagna, mentre in Finlandia solo l’1% degli acquisti avviene online, settore che permette alle aziende un’espansione geografica spesso difficile altrimenti, ed al wine lover di poter scegliere tra un’offerta ricchissima. Ecco perché sono centinaia, ormai, i players ad averci puntato, dalle grandi catene della Gdo alle catene di enoteche, e anche sul fronte delle app sono decine quelle dedicate all’e-shopping enoico, per un mercato destinato a crescere ma già “affollato”.
Restando invece sui dati dei primi 9 mesi 2018 è da sottolineare come le spedizioni francesi sono calate del 4,6% in volume, e cresciute del 4% in valore, quelle italiane abbiano fatto segnare invece un -9.8% in volume ed un +3,4% in valore e la Spagna addirittura un -15% in volume e +4% in valore. Anche i trend dell’import Usa riflettono in un certo senso questo andamento, con i volumi in calo del 7% (ma l’imbottigliato lascia sul terreno il 4%) ed i valori che crescono del 3%: resistono gli sparkling, con le quantità che crescono del 9%, bene, tra i Paesi fornitori, bene Italia (+2% in volume e +10% in valore) e Francia (+9% in volume e +16% in valore), meno Spagna (-10% in volume e +4% in valore) ed Australia (-17% in volume e -16% in valore).
Al calo dei volumi esportati si ricollega direttamente l’andamento dei prezzi dei vini sfusi, che dopo i picchi del 2018 stanno tornando su livelli più consoni, con l’eccezione del vino argentino, che crolla sotto i colpi della svalutazione del Peso. In contrazione, così, i prezzi degli sfusi, sia bianchi che rossi, di Cile, Spagna, Francia e anche Italia, ma meno dei propri competitor, partendo però da quotazioni inferiori.

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