Il Regno Unito non è una delle prime potenze enoiche mondiali a livello produttivo, basti pensare che è il terzo importatore di vino italiano (per un valore di 816,8 milioni di euro nel 2025, in calo del -3,8% sul 2024, secondo i dati Istat analizzati da WineNews, ndr), ma sta avendo una crescita significativa anche su questo frangente, con la spumantistica che è il fiore all’occhiello della produzione di qualità. Non a caso, secondo quanto riportato dalla Food Standards Agency (Fsa), “il settore vinicolo del Regno Unito ha oggi un valore di circa 14 miliardi di sterline, consolidando il suo status di importante motore dell’economia nazionale”. La stessa Fsa ha pubblicato i dati produttivi 2025, anno particolarmente florido per il vino inglese e gallese, tanto che ha potuto contare su una produzione totale in aumento del 55% sul 2024 e, quindi, di 124.377 ettolitri di vino, equivalenti a oltre 16,5 milioni di bottiglie, un raccolto che testimonia le eccellenti condizioni climatiche registrate durante l’anno (al contrario di molti altri Paesi, ndr), ma anche la continua crescita del settore.
A trainare l’impennata produttiva dei vini made in Uk, è stato il vino bianco che ha registrato una crescita particolarmente notevole, con volumi di produzione aumentati di oltre il 131% sull’anno precedente, pari a 11.633,42 ettolitri.
È cresciuto nel 2025, inoltre, anche il numero di vigneti registrati alla Fsa, raggiungendo quota 1.158 ettari, con un incremento del +4,3% sull’anno precedente e con il settore che impiega, oggi, oltre 10.000 persone.
Secondo Mark Dawson, Wine Standards Inspection Team Leader Fsa, “il 2025 è stato un anno davvero eccezionale per il vino inglese e gallese, e questi dati riflettono i progressi compiuti dal settore. Il nostro ruolo è garantire che il vino che arriva ai consumatori sia etichettato correttamente e rispetti gli standard richiesti. La crescita che stiamo osservando in tutto il settore, dai vigneti ai magazzini, dai grossisti ai commercianti, rende il nostro lavoro più importante che mai”.
Soddisfatto anche Nicola Bates, Ceo WineGb, che afferma come “traiamo grande ottimismo dalla qualità e dalla portata dell’annata 2025 e riconosciamo la notevole competenza e il duro lavoro dei viticoltori e degli enologi che hanno contribuito a realizzare la seconda vendemmia più grande del Regno Unito”.
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