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AMBIENTE E VINO

Il vino di Puglia contro il fotovoltaico: “faremo le barricate contro la colonizzazione selvaggia”

Lo scontro tra i produttori di vino e quelli di energia green: per i Consorzi non si può produrre sotto gli impianti di fotovoltaico ed eolico
AMBIENTE, CONSORZI, FOTOVOLTAICO, PUGLIA, TERRITORI, vino, Italia
I vigneti di Puglia minacciati dal fotovoltaico

I territori del vino, che non a caso corrispondono anche agli angoli più belli e incontaminati del Belpaese, devono fare ciclicamente i conti con le “minacce” che arrivano dalle scelte, a volte scellerate, delle amministrazioni locali. Lo abbiamo visto ad inizio anno, quando era stata resa pubblica la “Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee - Cnapi” ad ospitare un deposito di scorie nucleari. Un progetto iniziato qualche anno fa, che prendendo in considerazione solo parametri oggettivi di fattibilità ha finito per mettere in lista anche aree a ridosso di denominazioni importanti o addirittura all'interno di siti Patrimonio Unesco, come la Val d'Orcia, ma anche Monferrato Patrimonio Unesco (insieme a Langhe e Roero) a Caluso, la Tuscia, nel viterbese, la Lucania, Butera e il trapanese in Sicilia, ed Altamura in Puglia, giusto per fare qualche esempio. E proprio in Puglia, adesso, la levata di scudi adesso è contro “la colonizzazione selvaggia dei giganti del fotovoltaico”, come denunciano Mauro di Maggio, presidente del Consorzio del Primitivo di Manduria, Damiano Reale, presidente del Consorzio Salice Salentino e ad Angelo Maci, presidente del Consorzio dei Vini Brindisi e Squinzano, che hanno portato la loro lotta in consiglio Regionale.
“Questa volta siamo pronti alle barricate contro un nuovo impianto che minaccia di divorare una vasta fetta di terra del Parco del Negroamaro, tra Campi Salentina, Cellino San Marco e Squinzano, proprio dove inizia la murgia salentina e i vigneti esprimono la parte migliore di sé, dando vita a vini importanti per grandi marchi di numerose cantine italiane. Daremo battaglia per difendere la nostra terra”, dicono i presidenti dei Consorzi del vino pugliese. “Già da tempo - continuano - siamo in prima linea per bloccare nuove autorizzazioni all’installazione di campi fotovoltaici: su nostra richiesta si è tenuta a fine gennaio una prima audizione in Commissione Agricoltura del Consiglio regionale, da cui è emersa la volontà, condivisa con il mondo accademico, gli ambientalisti e molta parte del territorio, di alzare le barricate contro questa vera e propria invasione di pannelli solari nelle campagne del Salento. E abbiamo già richiesto una seconda audizione, questa volta congiunta con la Commissione Ambiente, per passare alla fase 2: la definizione delle modifiche da apportare al PEAR, il Piano Energetico Ambientale della Regione, per fissare paletti invalicabili contro la minaccia di nuovi insediamenti d’impianti fotovoltaici ed eolici”.
Di mezzo, ci sono le scorie della crisi della Xylella, ma anche lo scontro, tutt'altro che nuovo, tra le esigenze del settore agricolo e quelle del comparto energetico, in una lotta per il territorio che rischia di farsi aspra. “Dobbiamo fermare l’avanzata delle lobby delle finte energie pulite, che stanno approfittando del disastro xylella per accaparrarsi i nostri terreni. E vogliamo smascherare la farsa dell’agro fotovoltaico, perché i nostri vigneti non possono produrre sotto le strutture fotovoltaiche”, sottolineano di Maggio, Reale e Maci. “Le nostre terre - aggiungono - sono ricche di storia vitivinicola e hanno nel lungo tempo portato avanti la tradizione della vigna con amore e dedizione, invitando clienti ed esportatori esteri a guardare dal vivo le lunghe distese di terra coltivate e lavorate con fatica e sudore e mantenendo viva la storicità del territorio. Con una mano si punta a riqualificare l’immagine del territorio del vino e dell’olio, con l’altra si autorizzano le lobby del fotovoltaico a distruggere il Salento. Questa volta faremo le barricate e inviteremo i produttori a scendere in campo” concludono i tre presidenti dei Consorzi.

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