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Italia Oggi

Frescobaldi a passo di carica …  Nei primi 9 mesi dell’anno le vendite di vino oltre il +20%... Di Emanuele Scarci Frescobaldi a passo di carica. Nei primi 9 mesi dell’anno le vendite corrono di oltre il 20%, “ma sarà impossibile mantenere questo ritmo di crescita fino alla conclusione del 2021”, frena il presidente Lamberto Frescobaldi. “Nelle nostre cantine il vino scarseggia, abbiamo venduto quasi tutto". Poi l’imprenditore lamenta che l’Igt Toscana “Giramonte è finito, il Brunello è agli sgoccioli e di Chianti Classico ce n’è davvero poco. Cos’è successo? La domanda rimane sostenuta sia in Italia che all’estero, la gente ha voglia di dimenticare il brutto periodo passato”. Frescobaldi è nella Top 8 per fatturato delle cantine private italiane. Il gruppo controlla le tenute toscane di Nipozzano, CastelGiocondo, Pomino, Ammiraglia, Castiglioni, Remole, Perano, Calimaia e in Friuli la tenuta Attems. Gli ettari di proprietà superano di slancio quota 1.500. Nel 2021 il valore della produzione del gruppo Compagnia de’ Frescobaldi è stato di 141 min (+26%), l’Ebitda di 48,7 min (il 37% dei ricavi) e l’utile netto 32,7 min (il 23% dei ricavi). La posizione finanziaria netta è positiva per 27,5 min. Le bottiglie prodotte sono state 12,4 min. In 8 anni il patrimonio netto del gruppo toscano è quasi raddoppiato a 326 min, grazie anche al contributo della tenuta Calimaia di Montepulciano, nuovo nome della Corte alla Flora rilevata dall’imprenditore Sergio Cragnotti per una cifra compresa fra i 5 e i 6 min. “Il Nobile di Montepulciano è stata una delle prime Docg italiane”, aggiunge Frescobaldi. “La mia famiglia ritorna in questo territorio con il progetto di Tenuta Calimaia, dopo che un mio antenato, Lionardo di Niccolò Frescobaldi, fu sindaco nel 1390”. La tenuta conta una settantina di ettari, di cui 40 vitati, e produce 250 mila bottiglie. “Appena arrivati”, commenta l’enologo storico di Frescobaldi Nicolò D’Afflitto, “abbiamo acquistato subito altri 8,6 ettari da un confinante e continuano ad arrivare altre offerte. Non è casuale: la verità è che i vigneti del territorio andrebbero mediamente risistemati e sono convinto che l’arrivo nella Docg di alcuni noti brand del vino possano portare investimenti, razionalizzazione dei vigneti e trainare l’intero territorio”. A Montepulciano la parte del leone è interpretata dalla cooperazione: dal 1937 opera la Vecchia cantina di Montepulciano che associa 400 produttori con mille ettari e 7 min di bottiglie, di cui 1,2 min di Nobile. Nel 2021 tutta la denominazione ha prodotto 10 min di bottiglie fra Nobile e Rosso. “Quando siamo arrivati all’ex Corte alla Flora abbiamo trovato una cantina pulita, botti e vasche d’acciaio nuove oltre a 2 annate perfette. Mai successo”, sottolinea D’Afflitto. “Persino quando acquisimmo Perano nel Chianti ripulimmo la cantina e la prima annata decidemmo di non commercializzarla. A Montepulciano stiamo piantando nuovi vigneti e arriveremo a 60 ettari. Produrremo 3 etichette: Nobile, Nobile Riserva e Le Pievi”. Gli investimenti programmati ammontano a 4 mln.

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