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Italia Oggi

Zenato vola. Ma addio holding. I fratelli Nadia e Alberto rivogliono il possesso delle quote … L’azienda vinicola veneta ha chiuso il 2022 con ricavi in crescita del 5%, attorno ai 50 mln… Un anno da incorniciare per Zenato. Nel 2022 consolida gli ottimi risultati dell’esercizio precedente con un balzo del 5% dei ricavi, intorno al record di 50 mln di euro, e margine stabile vicino al 20% del fatturato. Sul 2023 Nadia Zenato, comproprietaria dell’azienda di famiglia, rimane ottimista; spiega lo scioglimento della Zenato Holding con il desiderio di ritornare in possesso delle quote sociali e smentisce le indiscrezioni su una prossima cessione della cantina veronese. Questa gestisce 95 ettari di vigneti tra San Benedetto di Lugana, votati al Trebbiano di Lugana, e S. Ambrogio di Valpolicella, terra dell’Amarone e dei grandi rossi veneti. La produzione annuale raggiunge sei mln di bottiglie. “Il 2022”, sottolinea Nadia, tra le più note lady del vino, “è stato un anno molto positivo per i vini della Valpolicella, specialmente per l’Amarone che è quello più conosciuto e di maggior valore. In Italia la domanda è stata molto vivace. Ma anche negli Usa, nel Regno Unito e Germania. Dagli Stati Uniti ci hanno persino chiesto se si poteva anticipare la nuova annata”. L’imprenditrice è appena rientrata da un tour a Dubai, “dove c’è un grande mercato alimentato da turisti e hotel di prestigio. Ho trovato grande interesse”, dice. Sul fronte del Lugana il tema non cambia: «Una denominazione in grande ascesa e forte domanda. Abbiamo addirittura trovato difficoltà nel reperire le materie prime”. Ma come ha inciso sui prezzi la corsa di vetro e energia? “Siamo riusciti a contenere l’aumento medio dei listini fra l’8 e il 10%”, risponde Zenato. “Alla fine, stimiamo per il 2022 ricavi in crescita intorno al 5%, con margini stabili”. Nel 2021 Zenato ha registrato un fatturato di 44 mln, un Ebitda di 8,3 mln (il 19% dei ricavi) e utili per 5 mln. Il patrimonio netto è di 37,4 mln e la posizione finanziaria netta è positiva per 440 mila euro. L'azienda ha incassato un indennizzo di 1,4 mln dal general contractor Cepav 2, in seguito all'esproprio di terreni agricoli per la costruzione della linea ferrovia ria Mi-Vr alta velocità. Quale il trend del 2023? “L’anno è iniziato con qualche rallentamento, ma la domanda rimane sostanzialmente stabile. Per il resto, rimango ottimista, anche per una stagione che si prevede positiva per il turismo in Italia”. Zenato Azienda Vitivinicola è partecipata da Zenato Holding con una quota del 44,4%, da Nadia e dal fratello Alberto con quote dei 20,3% ciascuno e dalla madre Costanza Prospero con il 15%. Zenato Holding, in liquidazione volontaria, è affidata al commercialista veronese Lorenzo Miollo. Questi, nell'ultima assemblea di Zenato Azienda Vitivinicola, si è schierato con Nadia per la distribuzione integrale dei 5 mln di utili; Alberto era favorevole all’accantonamento del 50%. Alla fine è prevalsa la tesi della distribuzione del 20% degli utili al socio Prospero e del 30% a tutti gli altri; accantonato il restante 50%. Perché sciogliete la holding? “Non c’è nulla di strano”, risponde Nadia. “Io e mio fratello desideriamo ritornare in possesso delle nostre quote”. Secondo indiscrezioni, è in corso la procedura di raccolta delle “manifestazioni di interesse” per la cessione della partecipazione di Zenato Holding. “Sono notizie destituite di fondamento. L’azienda va bene e non c’è motivo”, conclude Nadia.

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