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Italia Oggi

Nuova casa per lo spumante d’Abruzzo … Ancora poche settimane al taglio del nastro fissato per il 21 giugno a Ortona. S’inaugura il nuovo stabilimento di vini spumanti in provincia di Chieti, per la cui costruzione regione Abruzzo e 10 cantine cooperative (tra cui Citra e Tollo) hanno messo sul piatto circa 9 mln di euro, di cui 3,5 mln di contributi pubblici. Tutte insieme le 10 cantine (oltre 3mila soci e 6.500 ettari) costituiscono Vinco, la cooperativa che farà ingresso in forze nel mercato delle bollicine attraverso una nuova etichetta e la valorizzazione delle uve tradizionali abruzzesi: Montepulciano d'Abruzzo, Trebbiano, Pecorino, Passerina, Cococciola e Montonico. Un sollievo per il Montepulciano d'Abruzzo che lo scorso 28 febbraio registrava giacenze, rilevate dal ministero dell’agricoltura, pari a 1,7 mln di ettolitri (quasi 230 mln di bottiglie), il 25% in più del 2018. Mentre negli ultimi 15 mesi, la Cdc di Pescara segnala uno scivolone del 27% del prezzo dello sfuso, da 6,20 euro/litro a 4,30/4,50. Per fermare la frana dei prezzi, la regione ha disposto il blocage (non immissione sul mercato) del 20% del Montepulciano d’Abruzzo rivendicato nel 2022. “Le giacenze non c’entrano niente con lo spumantificio di Ortona”, obietta Valentino Di Campli, ex presidente di Citra e del Consorzio vini d’Abruzzo. “Le vendite del Montepulciano vanno bene e l’iperproduzione si è posta già 6-7 anni fa. Oggi i prezzi rispecchiano la situazione”. Appena un anno fa, Di Campli ha varato la “rivoluzione" del vino abruzzese sterzando sul valore: più Doc e meno Igt e, in prospettiva, cru e menzioni comunali. Per Luciano Di Labio, presidente di Vinco, urge una soluzione per l’eccesso di giacenze: “Una parte dei produttori spinge per la distillazione, ma questa dovrebbe realizzarsi con prezzi congrui, non certo con quelli della distillazione del 2020”. Sul polo delle bollicine di Ortona, Di Labio sottolinea che le uve saranno lavorate e spumantizzate secondo il metodo Martinotti mentre la ricerca degli areali e dei territori è quasi ultimata. Il livello alcolico delle bollitine abruzzesi dovrebbe attestarsi, inizialmente, a 10,5 gradi e, nell'arco di un biennio, scendere a 9. Quali gli obiettivi produttivi? “Potremo vivere bene anche soltanto con due mln di bottiglie grazie a una struttura dei costi leggera”, precisa Di Labio. Rischioso cavalcare l’onda delle bollicine: potrebbe essere arrivata al culmine? “Le mode non c’interessano» replica Di Campli. “Da anni abbiamo verificato che le nostre produzioni autoctone si prestano per la produzione di vini spumanti e andremo avanti in questa direzione”.

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