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Italia Oggi

Turismo del vino fattura 2,5 miliardi di euro ... E' uno dei pochi settori del turismo che non abbia risentito dell'effetto attentati in Usa: è il turismo dell'aria aperta. Uno dei fattori trainanti di questo fenomeno è il turismo del vino, e più in generale, il circuito del turismo enogastronomico. Da una stima del Movimento Turismo del Vino risulta infatti che, nel 2001, il 5% del fatturato delle cantine associate è stato destinato al sostegno, alla qualificazione e allo sviluppo dell’enoturismo. In particolare si è puntato al miglioramento delle strutture ricettive e di accoglienza, ad iniziative quali corsi di cucina e degustazione, all’organizzazione di concerti, eventi culturali, workshop, seminari sulle tradizioni locali, momenti di promozione e comunicazione. Proprio all’innalzamento della qualità dell’accoglienza sono rivolti i nuovi progetti del Movimento Turismo del Vino, che quest’anno - il 26 maggio - festeggia il decennale di Cantine Aperte. Nel suo percorso il Movimento Turismo del Vino - presieduto da Ornella Venica, vignaiola friulana - ha visto incrementare tutti i volumi, sia in termini di presenze che in termini di fatturato. Si stima infatti che l’andar per cantine valga 3,5 milioni di visitatori, per un fatturato aggiuntivo di 2,5 miliardi di euro. E le indicazioni per quest’anno sono di incrementi attorno all’8% in termini di presenze e del 10% in termini di fatturato. "Ma ormai - spiega Ornella Venica - non è più tempo di guardare semplicemente alla cantina come luogo dove l’appassionato incontra il vignaiolo. La cantina è diventata un cardine dell’offerta turistica rurale. E proprio per questo abbiamo messo a punto due proposte: la prima è il Decalogo dell’accoglienza, un protocollo di qualità per l’ospitalità in cantina (sulla base di questo protocollo procederemo poi alla certificazione delle aziende vitivinicole); la seconda, proprio per fidelizzare i nostri ospiti, è il Club Turisti del Vino". Le cantine sono diventate però anche un presidio di eccellenza dei territori e dei distretti rurali: la domanda di turismo country si è spostata dalla degustazione-scoperta del vino alla comprensione-fruizione dei territori. E anche su questo il Movimento Turismo del Vino, attore principale delle strade del vino e dei percorsi enogastronomici, pone l’accento e il suo “sigillo”. "Siamo infatti convinti - nota Ornella Venica, che rappresenta oltre 900 cantine di qualità di tutta Italia - che fare turismo del vino significa oggi diffondere cultura del vino e cultura rurale. Per questo siamo impegnati nella salvaguardia e valorizzazione dei territori, nella formazione dei nuovi operatori, nella comunicazione e ricerca della qualità totale dei distretti rurali, che parte dalla qualità del vino ma si deve allargare alle strutture ricettive, alla ristorazione, alla proposta culturale e di artigianato per creare un vero network di turismo rurale".

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