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Italia Oggi

Il vino 2006 mantiene alta la qualità ... Produzione in calo dell’1%. Puglia leader con 8 mln di ettolitri. Le stime di Fedagri-Confcooperative sulla prossima vendemmia. Rossi e rosati superano i bianchi... Scende la produzione dei vini nel corso del 2006, ma resta alta la qualità. È quanto emerge dalle previsioni Fedagri-Confcooperative in vista della vendemmia 2006. Secondo le stime l’autunno riserverà una vendemmia sostanzialmente in linea con quella del 2005, con un leggero calo dell’1% in termini di ettolitri prodotti. “se permarranno le attuali condizioni climatiche”, ha spiegato il presidente di Fedagri, Paolo Bruni, “per tutta la durata della raccolta, nel 2005 si produrrà vino per circa 50 milioni di ettolitri. Si tratta di un valore in linea con la campagna 2005, e come nella vendemmia precedente, anche nel 2006 le quantità di vini rossi e rosati saranno di poco superiori alle produzioni di vini bianchi.
La regione leader per quantità prodotta sarà anche quest’anno la Puglia con 8.350.000 ettolitri (di poco superiore agli 8.348.000 prodotti nel 2005) che, nonostante le piogge abbondanti e le grandinate delle ultime settimane, è riuscita a garantire una produzione di qualità. Seguono la Sicilia con 7.250.000 ettolitri (in leggero calo rispetto ai 7.283.000 dello scorso anno), il Veneto con 7.100.000 ettolitri prodotti nel 2006, contro i 7.093.000 prodotti nel 2005 (in particolare nella provincia di Verona si prevede un aumento di circa il 15-20% della produzione, mentre nell’area del Trevigiano il raccolto sarà inferiore tra il 10 e il 15% rispetto al 2005) e l’Emilia Romagna che dovrebbe chiudere l’anno con 6.600.000 ettolitri, in leggero calo rispetto ai 6.608.000 della passata vendemmia. In valori percentuali chi registra un ottimo incremento è il Trentino-Alto Adige, che passa dai 1.056.570 del 2005 a 1.180.000 ettolitri di quest’anno (il 12% in più, di cui il 10% nella provincia di Trento e il 15% nell’Alto Adige).
Incrementi compresi tra il 3 e il 5% sono attesi in Valle d’Aosta, Molise, Campania e Lazio. Le regioni che, secondo la stima di Fedagri, perderebbero maggiormente in produzione sono l’Abruzzo e il Friuli-Venezia Giulia. L’Abruzzo , che perde l’8% passando dai 3.469.000 ettolitri del 2005 agli attuali 3.200.000, sconta i danni delle grandinate di agosto, anche se dal punto di vista della qualità non ci saranno conseguenze. Il clima secco dei mesi di giugno e luglio e le piogge d’agosto hanno invece danneggiato alcuni vigneti del Friuli, dove la produzione scende del 15% (1.159.00 la produzione 2005 contro i 950.000 ettolitri del 2006). Nonostante le difficili condizioni climatiche del periodo estivo (siccità e grandini in particolare) la qualità del prodotto resta comunque elevata, grazie anche alla buona concentrazione del grado zuccherino nel chicco d’uva.
L’Italia si conferma leader nell’ambito dei vini tutelati e riconosciuti. A fine anno saranno 475 i vini che godono di un riconoscimento territoriale di cui 34 Docg, 324 Doc e 117 Igt. Al calo generale della quantità non corrisponde quello della qualità, che al contrario continua a mantenere alti livelli. Secondo gli esperti di Fedagri questo è da attribuire all’ottimo stato fitosanitario dei grappoli, all’assenza totale di malattie e ad un grado zuccherino mediamente in linea con il periodo di maturazione delle uve. Presupposti che lasciano presagire ad una vendemmia eccellente, in grado di generare vini equilibrati, con buone gradazioni naturali e quindi ricchi di sapori e sentori che sono tipici ed inimitabili delle più importanti zone viticole. (arretrato di Italia Oggi del 2 settembre 2006)
Autore: Antonio Ranalli

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