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Italia Oggi

Alcol, l’Ue diplomatica sull’etichetta ... La Commissione Ue, preoccupata dai danni che possono derivare sui più giovani da un consumo eccessivo di alcol, così come su chi guidi e sulle donne incinta, ha esortato i 25 paesi dell’Unione a fare di più per affrontare con efficacia il problema. Sotto la pressione dei produttori d’alcol, l’esecutivo europeo ha tuttavia attenuato la sua posizione iniziale, diluendo il suo messaggio in un linguaggio diplomatico.
Il documento, assicurano da Bruxelles fonti vicine alla trattativa, “non è una riflessione sull’alcol in quanto tale, ma sul suo utilizzo e consumo sbagliati e sulle sue conseguenze nefaste per la salute”. Se in alcuni casi un miglior coordinamento a livello europeo può essere necessario e auspicabile, tuttavia la Commissione promette di non aver intenzione di sviluppare e approvare in tempi brevi una legislazione armonica nel campo della prevenzione dei danni legati all’alcol che preveda anche divieti o limitazioni eccessivamente rigidi. L’alcol, come ormai provato da più ricerche, può provocare effetti negativi e pericolosi sulla salute. Secondo la Commissione, il 16% dei casi di maltrattamento di bambini o ancora un incidente della strada su quattro sono legati a un consumo eccessivo di alcol.
L’assorbimento di alcol durante la gravidanza può portare anche a danneggiare lo sviluppo di cervello del feto, con delle deficienze intellettuali che possono comparire più tardi durante l’infanzia, ricorda la Commissione. Tuttavia, per affrontare il problema, più che imporre delle misure concrete come una proibizione generalizzata della pubblicità in tutti i paesi dell’Unione europea, la Commissione ha preferito emanare una comunicazione il cui obiettivo dichiarato è spingere le componenti del settore, in primis le aziende produttrici e distributrici, a una maggiore sensibilità nel comunicare con il mercato. In questo senso deve leggersi la dichiarazione che stimola i 25 paesi e l’industria a incrementare i loro sforzi di informazione o nel loro scambio di cosiddette “buone pratiche”. Tra queste “buone pratiche”, Bruxelles cita le restrizioni sulla pubblicità rivolte ai giovani. Da segnalare però che l’esecutivo europeo ha rinunciato esplicitamente a invitare gli stati membri a rivedere l’età minima per l’acquisto di alcol, come prevedeva una versione preliminare del rapporto.
Anche sulla possibilità, da più parti auspicata sulla base della positiva esperienza nel settore delle sigarette, di scrivere sulle bottiglie avvertimenti contro gli effetti dell’alcol sulla salute, la Commissione si è manifestata alquanto cauta, dicendosi pronta a “esplorare, in cooperazione con gli stati membri e gli attori del settore, l’opportunità di sviluppare degli approcci comuni efficaci per fornire una formazione adeguata al consumatore”.
(arretrato di Italia Oggi del 28 ottobre 2006)

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