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Italia Oggi

Il 2006 ancora in crescita per il Gruppo italiano vini ... Il fatturato consolidato a 266 milioni. Dal 2008 tutte le attività nella spa... Il Gruppo italiano vini è a metà strada nel non breve e facile tragitto che lo porterà a cambiare totalmente pelle. La vecchia scarl ha già assunto, dall’anno scorso, i primi tratti della spa, con l’acquisizione della parte commerciale, della rete di vendita e delle partecipazioni nelle società commerciali all’estero; il 2007 sarà invece propedeutico al secondo mutamento di pelle; solo dall’1 gennaio 2008 saranno infatti trasferiti alla spa il ramo industriale, con cantine, depositi, magazzini, scorte, capitale circo,ante e partecipazioni in società di produzione in Italia. Alla scarl resteranno le attività agricole e i fabbricati non pertinenti all’attività di gruppo. Solo dopo questo fondamentale passaggio, secondo il presidente del Giv, Rolando Chiossi, l’assemblea dei soci approverà un aumento di capitale.
Di che entità e rivolto a quale eventuale socio di minoranza, Chiossi non ha voluto dirlo, anche se nella sede centrale di Calmasino qualche idea ci deve pur essere in materia. A ItaliaOggi risulta che si sta pensando a una quota compresa tra il 30 e il 36% del capitale, appannaggio di investitori istituzionali. Quanto alla borsa, come ha detto Chiossi a ItaliaOggi, il progetto potrebbe essere interessante, ma, ammesso che sia realizzato, avrà tempi lunghi, non prima di 5-7 anni e previa autorizzazione dell’assemblea dei soci. Guardando i dati 2006, il gruppo ha continuato la sua crescita: il fatturato consolidato è salito a 266 mln (+3,5%) e si prevede una crescita a 300 milioni, grazie anche all’acquisizione di Bolla, le vendite sono aumentate del 2% in volume del 3% in valore in Italia, mentre il fatturato all’estero rappresenta il 68,3% di quello totale. Buoni risultati hanno registrato anche le consociate estere, prime tra tutte l’americana Frederick Wildman e la francese Carniato (+3,1 e +7,5 il fatturato consolidato) Per Giv i mercati di riferimento principali per fatturato restano la Germania (16%), la Gran Bretagna (l2% ), gli Stati Uniti (15%) e il Canada (10%).
Se questi sono i numeri, il Gruppo italiano vini guarda però più lontano e delinea le linee strategiche del suo lavoro. Come ha spiegato l’a.d., Emilio Pedron. oltre al riassetto societario, il Giv punta ad accrescere il volume d’affari, sopratutto all’estero, a riposizionare e rilanciare il marchio Bolla, acquisito nel 2006 dall’americana Brown Forman, ma soprattutto a disegnare una filosofia operativa che condivida crescita con qualità e riduzione dei costi generali. La sfida, come ha spiegato Pedron, è sempre più dura sui mercati globali e si giocherà su qualità e buon prezzo dei vini venduti. Una sfida che il Giv, con oltre 74 milioni di bottiglie prodotte, 14 cantine di proprietà e quasi 900 dipendenti nel mondo, non ha alcuna voglia di perdere.

Fatturato consolidato del gruppo
2004 – 235 mln di euro, +2,7%
2005 – 257 mln di euro, +9,3%
2006 – 266 mln di euro, +3,5%

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