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Italia Oggi

La finanza bussa sulla botte ... Faccia a faccia tra due mondi a Torino. Borsa italiana spinge verso le quotazioni. Il vino fa gola agli investitori. E sfugge al business... Il mondo della finanza resta aperto a quello del vino; offre opportunità, promette di rendere ancora più dedicate le sue linee di finanziamento, predispone servizi ad hoc. Restano però ancora troppe barriere tra i due mondi: di carattere ideologico, ma anche tecnico. Il mondo del vino guarda ancora con un certo sospetto a quello della finanza, perché teme invasioni di campo. Così, diversamente da quanto avviene all’estero, in Francia soprattutto, dove numerose aziende fanno della quotazione, delle vendite en primeur e dei future sul vino, in Italia solo pochissime aziende fanno degli ultimi due strumenti finanziari un momento di marketing, più che di incremento delle vendite.
Questi due mondi sì sono incontrati con franchezza a Torino, al convegno di apertura del Salone del vino, che apre i suoi battenti al Lingotto fino a lunedì. Particolarmente aperta a un salto di qualità finanziario dei principali produttori nazionali è Borsa italiana, che vedrebbe con favore la quotazione di alcune aziende, che già avrebbero i margini operativi, i fatturati e gli utili per poter accedere ai listini; come ha sottolineato Anna Clauser, di Mid&Small cap di Borsa italiana, sono 56 quelle già monitorate, ma solo nove (numero peraltro non esiguo, dato il contesto generale del settore) avrebbero reali potenzialità di quotarsi entro la fine del 2008. Si vedrà. Restano invece obiettivi prioritari per le imprese, come hanno ribadito tutti i relatori, tra cui Luca Remmert, presidente del Comitato Torino finanza della locale Camera di commercio, Gianni Chiri, responsabile del settore agroalimentare di Intesa Sanpaolo, Lamberto Vallarino Gancia, presidente del Comitato europeo delle imprese vitivinicole: fare sistema, creare una vera filiera, puntare sulla qualità del prodotto in una realtà sempre più globale e difficile da interpretare.

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