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Italia Oggi

Quando il vino è business globale … Antinori, icona dell’italian style in giro per il mondo. Dai wine bar al catering, dall’arte alla cultura tutte le attività del casato fiorentino… Una storia lunga un millennio per 26 generazioni di fuoriclasse del buon vino e non solo. Stiamo parlando dei Marchesi Antinori, nobile casato toscano attivo a Firenze sin dal ‘200, che oggi possono mettere sul piatto un significativo business che dall’Italia si espande in tutto il mondo nel settore del vino, del catering e della cultura.
Ma andiamo con ordine. La storia di questa famiglia comincia quando gli Antinori, famiglia originaria di Calenzano (Fi) si trasferisce nel capoluogo toscano e inizia a espandersi prima nel tessile (nel 1285 il casato risulta tra gli iscritti all’Arte della Seta), e poi nel settore creditizio: nel ‘300 gli Antinori sono infatti iscritti all’Arte del Cambio e aprono succursali a Bruges, Lione e una rete diffusa in tutta Europa.
E il vino? L’attività parallela della famiglia, quasi un hobby, diventa “professionale” nel 1385, quando Giovanni di Pietro Antinori si iscrive all’Arte dei Vinattieri. E già nel ‘500 Antinori è conosciuto come vinattiere fuori da nostro paese. Fino al 1898, quando la storia dei vinattieri diventa una vera e propria industria moderna e organizzata, grazie all’ingegno di Lodovico e Piero che fondano l’omonima “Fattoria”.
E oggi? Oggi Antinori è un nome che si perpetua nel marchese Piero, coadiuvato dalle dinamiche figlie Albiera, Allegra e Messia. Un impero che ha sede nello storico Palazzo costruito a Firenze nel ‘500 dal quale il brand di famiglia veglia su quasi 1.400 ettari piantati a vigneto tra Toscana e Umbria. I vini? Tutto è improntato all’alta qualità: ecco Chianti classico, Montalcino, Montepulciano. E le tenute? Bolgheri, Orvieto, Sovana e la Bassa Maremma, due realtà queste ultime che non mancano di riservare sorprese.
“Principio sì giolivo ben conduce”, scriveva Matteo Maria Boiardo nell’Orlando innamorato. E ad una famiglia che affonda le radici in un tempo di cavalieri e dame, non mancano riconoscimenti prestigiosi, dall’Igt al Docg per il Vigneto Santa Pia, vino nobile di Montepulciano che nasce dalla spremitura di solo vitigno Prugnolo genile.
Non solo. Antinori, come dicevamo, è forse considerabile come un vero e proprio stile di vita, una way of life che spazia attorno al vino per offrire proposte interessanti. Ecco allora la Cantinetta, selezionata catena di food and wine bar che ha aperto punti a Firenze, Zurigo, Vienna e Mosca; e per i golosi c’è, in via Tornabuoni a Firenze, la famosa gastronomia Procacci che Antinori ha rilevato. Al centro della sua attività i prodotti con tartufo e i panini tartufati che ottennero il plauso di Vittorio Emanuele III nel 1925, più, ovviamente, una fornitissima cantina di alto pregio.
Se però volete mangiare un boccone toscano all’estero ecco Peppoli (www.peppoli.com) a Pebble Beach, California. E per le vacanze in agriturismo Fonte dei Medici è la risposta (www.fontedemedici.it). Case ristrutturate nelle tenute del Chianti che la famiglia Antinori mette a disposizione. E mai come ora il “Chiantishire” mostra di essere attraente, se perfino Tony Blair, Carlo d’Inghilterra (con Camilla al seguito) e l’attore Malcolm McDowell amano o hanno amato soggiornare d’estate tra queste dolci colline.
Il vino, però, è anche cultura. I marchesi Antinori da sempre coltivano, insieme alle loro viti, l’amore per la terra toscana e per l’arte. Ecco allora l’Accademia Antinori, il cui scopo è valorizzare e celebrare al tempo stesso l’arte legata al territorio toscano ed alla cultura vitivinicola: in particolare, l’Accademia raccoglie e tutela tutte le rappresentazioni artistiche legate alla campagna toscana. E per farlo non manca di partecipare al restauro di opere d’arte, pubblicazione di cataloghi e libri, eventi e mostre. In vino veritas, insomma, ma anche business: Antinori con il marchio “A dal mondo” seleziona e produce vino in aree di qualità del pianeta. Dalla Napa Valley, California, in cui la famiglia è presente dal 1993 con il suo “super-tuscan” Antica Napa Valley (www.anticanapavalley.com), eccellente Cabernet Sauvignon finalmente in bottiglia dalla fine del 2007 che raccoglie le suggestioni californiane e la concretezza toscana.
Per non parlare di Col solare (www.colsolare.com), nato nello stato Usa di Washington dalla collaborazione con Ted Baseler della Chateau Ste. Michelle, da tempo attiva in questo nuovo scenario nel panorama enologico americano e mondiale.
O il cileno Albis, nato dall’intesa tra il marchese Pietro Antinori e l’imprenditore Eduardo Matte: un’amicizia speciale per un vino che abbraccia vecchio e nuovo mondo. Fino al Tuzko Bataapàti, vino prodotto nell’omonima tenuta situata tra le colline di Tolna vicino al Danubio, 150 km a sud di Budapest.
Perché, scrive il marchese Pietro nell’introduzione del sito dedicato ad Antica, “Il futuro è basato sulla nostra filosofia di famiglia: non andare dove porta la strada, ma crearne una dove non c’è”. Con un programma così c’è solo da levare in alto i calici: prosit!

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