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Italia Oggi

“I am calabr... and you?” Antichi vini alla riscossa ... Va in scena il Calabria wine days 2008. Per rilanciare i vitigni locali... Jamcalabr... and you?» è la frase che campeggia all’entrata di un’azienda vinicola
del Lameatino dell’ultima generazione e il titolare Antonio Statti
spiega che così formula il suo invito agli amanti del buon bere a conoscere coinvolgendoli i vini della Calabria. Una regione per ammissione degli stessi operatori del settore, rimasta finora il fanalino di coda dell’enologia italiana ma che ora nutre grandi e non nascoste ambizioni. Prevalentemente montuosa e collinare la Calabria non dispone di grandi superfici ma i vini sono tendenzialmente di buona qualità anche se si sta lavorando a smussarne gli aspetti più spigolosi. Soprattutto i “rossi” Gaglioppo che dà origine anche al “Cirò” e il Magliocco presentano le caratteristiche tipiche dei vini del Sud con forte grado alcolico mentre più attenuato è il “bianco” Greco dai quali hanno origine il “Cirò” bianco, il Lamezia e il Melissa. In totale le doc sono 12 per una produzione complessiva che non supera 1 milione di ettolitri, una quindicina tradotti in bottiglie. In parte vendute anche all’estero. Molto meno della vicina Sicilia ma con una percentuale di imbottigliato del 30% che si avvicina all’isola che, invece, nella promozione ha fatto passi da gigante. I viticoltori vogliono emergere e un’occasione è stata “Calabria Wine Days 2008” svoltasi a Lamezia Terme la scorsa settimana dove sono stati proposti in degustazione i vini di numerose aziende dalla zona del Pollino, a nord della regione, fino allo Stretto mentre al convegno promosso dall’Ais e altri enti tra cui la regione la frase ricorrente è stata quella di puntare sulla qualità, sulla sinergia fra produttori e su una intensa campagna di promozione. Un ruolo importante svolge proprio l’Ais con l’appoggio - parole dell’assessore regionale all’agricoltura, Mario Pirillo, della stessa regione. In Calabria, al momento, si toccano, a volte, i massimi e i minimi: aziende moderne vinificano prodotti all’avanguardia puntando spesso sui vini internazionali, altre sono rimaste ancorate alla tradizione e in molti casi ancora non hanno acquisito le giuste conoscenze del marketing. In termini di perfezionamento della qualità si punta a migliorare l’acidità nei “rossi” mentre per i “bianchi” con il sistema della criomacerazione di rendere più gradevoli gli aromi. Per facilitare il lavoro dei viticoltori c’è anche in vista il nuovo Piano di sviluppo agricolo finanziato per milioni di euro in parte dalla Comunità europea. Intanto è stato
avviato, per iniziativa dell’Arssa, un vigneto sperimentale sulla Sila a 1.250 metri di altitudine e che si classifica come il più alto in Italia superando anche il Blanc de Morgex in Valle d’Aosta che è a quota 1.212. Su una minuscola superficie di 5.000 metri quadrati sono state impiantate le varietà Gewuztraminer, Muller Thurgau, tre tipi di Pinot e il “Greco” bianco ottenendo vini freschi, fruttati e di buona qualità. E stata sperimentata, con buoni risultati, anche la procedura per l’ottenimento dei “vini gelati” o icewines e dei passiti. Il futuro promette bene. Parentesi: è stata fatta anche ricerca sui vitigni autoctoni calabresi che serve ai produttori per trame spunto per la produzione di vini locali.

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