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Italia Oggi

Torna l’incubo del Brunello fasullo ... Primi risultati d’indagine a Siena. Sotto la lente la produzione Villa Banfi. Presto i dati su 97 aziende. Le analisi della procura: uve merlot e cabernet nell’annata 2003... .i Brunello di Montalcino, anInata 2003, non sarebbe tutto quanto prodotto con sole uve
Sangiovese. Come prevede il disciplinare. E come aveva previsto la guardia di finanza di Siena che nella primavera scorsa effettuò il sequestro di numerose partite di vino e migliaia di. Bottiglie.
A confermare le ipotesi alla base dell’indagine sono i primi risultati delle consulenze chimico-biologiche affidate dal sostituto procuratore della repubblica Mario Formisano allo Studio Enosis Meraviglia di Cuccaro in provincia di Alessandria. Secondo indiscrezioni, a giungere per prime sul tavolo della procura sarebbero state le analisi del vino di Villa Banfi e il risultato direbbe che per produrlo non è stato utilizzato soltanto Sangiovese, ma anche altre uve.

Dunque, le analisi confermerebbero le ipotesi che non tutto il Brunello 2003 è stato prodotto secondo il rigido disciplinare cui le 247 aziende sode devono sottostare e che non prevede l’impiego delle cosiddette uve internazionali, Merlot e Cabernet.

La procura di Siena non smentisce.

Deve adesso aspettare gli altri risultati e provvedere a notificare i dati ai diretti interessati.
Anche se le aziende sotto esame hanno preso parte, attraverso loro tecnici e legali, alle analisi secondo quello che l’articolo 360 del codice di procedura penale chiama accertamenti tecnici non ripetibili, una sorta di incidente probatorio con la partecipazione di tutte le parti in causa.
L’inchiesta della procura della repubblica senese, dove sono finite 97 aziende, oltre ad alcuni ispettori del Consorzio di tutela del Brunello, nasce da alcune lettere e denunce di produttori «puri» che segnalavano come alcuni «furbetti» avessero l’uso di produrre un Brunello fuori dalle regole. Lo stesso Consorzio di tutela aveva inviato nelle vigne i propri tecnici e aveva scoperto, denunciandolo, che in alcune vigne non c’era soltanto uva sangiovese. Dopo aver passato al setaccio 1.667 ettari dal 2004 al 2007 avevano rilevatodifformità in 17 ettari, poco più dell’1% del terreno destinato a Brunello. Conseguenza dell’indagine della magistratura, a maggio, il blocco delle importazioni Usa da parte dell’Attb. Una situazione risolta con gran sollievo a luglio, il mercato statunitense assorbe il 25% dell’export del vino ilcinese, con l’intervento del ministro Luca Zaia che rassicurò gli americani sulla qualità del Brunello.

Ma adesso il Brunello, come del resto gli altri vini italiani, deve fare i conti con il calo delle esportazioni, in particolare quelle verso gli Usa. Colpa soprattutto del caro-euro sul dollaro, si è avuto un calo del 3,5% dell’export dall’avvio dell’indagine sul mancato rispetto dei requisiti del disciplinare del Brunello di Montalcino la cui produzione è assorbita per un quarto proprio dal mercato statunitense. E quanto afferma la Coldiretti sulla base dei dati dell’Iwfi relativi al primo semestre 2008. Il Brunello ha un giro d’affari di oltre 120 milioni di euro e 7 milioni di bottiglie vendute ogni anno mentre quelle di Rosso di Montalcino sono 5 milioni.

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