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Italia Oggi

Meno Barolo sul mercato ... Nel 2008 meno produzione giù del 15%, ma più qualità... Allarme del vicepresidente del consorzio di tutela, Minetti: il 2009 è a rischio crisi... “Quest’anno la produzione effettiva del Barolo diminuirà di circa il 15% rispetto al 2007”. E’ questa la previsione di Giovanni Minetti, vicepresidente del Consorzio che tutela il Barolo e altre denominazioni di origine piemontese del settore vinicolo. Il trend evidenzia tuttavia che sta crescendo la superficie vitata di uva nebbiolo per il Barolo, ovvero la produzione potenziale. La produzione risente dei diversi andamenti stagionali che possono portare a delle variazioni anche significative da un anno all’altro. “Fissato dalla legge il tetto massimo di produzione a 80 quintali di uva per ettaro, ogni vendemmia può essere deficitaria a causa di gelate primaverili, attacchi di insetti a carico delle gemme, pioggia in fioritura e umidità che favoriscono l’attacco di muffe sui grappoli in maturazione”, aggiunge Giovanni Minetti. Quest’anno a incidere sulla quantità di uva raccolta è stata la pioggia in fioritura, che ha provocato una diminuzione naturale delle impollinazioni. Il risultato è stato quello di avere una quantità di uva inferiore ma di maggiore qualità. I dati di mercato infatti registrano nel 2008 un incremento tendenziale delle bottiglie commercializzate del 15% rispetto all’anno precedente, anche grazie alla qualità della vendemmia dell’annata attualmente in commercio, ovvero il 2004. “Qualche ombra sembra palesarsi per il 2009 a causa della crisi sui mercati, sia nazionale che internazionale; tra gli operatori prevale per l’ottimismo, essendo il Barolo un prodotto ben conosciuto, apprezzato e considerato un po’ impermeabile alle crisi economiche che periodicamente hanno caratterizzato questi ultimi cinquant’anni”, conclude il vicepresidente del Consorzio. Le esportazioni del Barolo interessano prevalentemente gli Stati Uniti (14,4% della quota di mercato) e i paesi europei, soprattutto Gran Bretagna (14,3%), Germania (8,6%) e Svizzera (8,4%). Sul fronte prezzi buone notizie per i produttori, assai meno per i consumatori. Sono infatti in aumento i prezzi, a fronte di una domanda in crescita. Secondo la Camera di commercio di Cuneo, la quotazione del vino sfuso (annata 2003) è stata tra i 690 e i 760 hl, mentre la stessa fonte, per l’annata 2004, rileva una quotazione tra i 710 e i 770 €/hl. Infine, la crescita dei prezzi delle uve nebbiolo per Barolo è ancora più sostenuta: il raccolto 2008 è stato quotato mediamente 2,7 €/kg, con punte anche notevolmente più alte, contro i 2,35 €/kg della vendemmia precedente e l’1,59 €/kg nel 2006. Il motivo di questi aumenti di prezzi è legato all’incremento della domanda di questo vino, soprattutto dei Paesi del sud est asiatico, come Thailandia, Singapore, Vietnam e soprattutto Corea del Sud, e alla tenuta dei mercati ormai tradizionali come Stati Uniti, Giappone, Paesi scandinavi e Svizzera. Fanno eccezione il Regno Unito e la Germania, dove il consumo del Barolo sta attraversando una fase stagnante, sostanzialmente a causa del prezzo al pubblico, ritenuto troppo elevato.

Il mercato del barolo

Il Barolo è venduto in 48 Paesi del mondo. Queste le maggiori quote di mercato in percentuale (dati 2007; fonte: segnalazioni aziendali):

Italia 34,7

Usa 14,4

Regno Unito 14,3

Germania 8,6

Svizzera 8,4

Giappone 7,3

Canada 4,3

Danimarca 1,8

Austria 1

Belgio 0,8

Norvegia 0,7

Paesi Bassi 0,6

Svezia 0,6

Iralanda 0,5

Francia 0,4

Brasile 0,2

Altri Paesi 1,4

Totale 100

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