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Italia Oggi

Antinori: all’estero c’è sete di vino italiano ... La grande varietà di vini, data da 300 vitigni autoctoni, è la grande forza del vino italiano all’estero, “I nostri vini piacciono. E quello che piace non è soltanto il prodotto, ma l’immagine dell’Italia che c’è dentro una bottiglia. Poi il nostro prodotto è un po’ meno impegnativo di altri vini, riesce a mantenere sempre una buona bevibilità, che si somma al non avere prezzi inaccessibili”. Con Piero Antinori, presidente dell’istituto del vino italiano di qualità Grandi marchi, ItaliaOggi traccia un bilancia dell’export del vino italiano. “Negli ultimi dieci anni il trend è stato sempre n crescita tanto da arrivare, negli ultimi tempi, a conquistare la leadership nelle esportazioni sia in volume, sia in valore in Usa, Germania, Austria, Svizzera”. Dell’universo dei “vini icona” dei Grandi marchi, ne fanno parte 18 aziende (Gaja, Biondi Santi, Michele Chiarlo, Ambrogio e Giovanni Folonari, Pio Cesare, Tenuta San Guido, Cà del Bosco, Umani Ronchi, Carpenè Malvolti, Lungarotti, Masi, Mastroberardino, Alois Lageder, Rivera, Jermann, Dannafugata, Marchesi Antinori, Tasca D’Almerita), che hanno segnato nel 2008 un fatturato pari a 550 milioni di euro, +10% sul 2007 e una quota di prodotto esportato del 60%. Dunque, il vino italiano sembra non risentire degli scandali come quella che ha visto protagonista il Brunello di Montalcino. “All’estero c’è sete di vino italiano e di Brunello”, racconta Piero Antinori. “Le partite di 2003 uscite dall’inchiesta sono state vendute nel giro di una settimana. Certo sono vicende da evitare, che non fanno bene all’immagine. Anche se è presto per dare un giudizio, sembra tuttavia che l’effetto sia già stato dimenticato negli Usa, mentre permane in Germania”. Se l’immagine tiene, a pesare sarà la non facile situazione economica. “La congiuntura negativa va gestita con determinazione, aumentando gli incontri con i paesi-destinazione e facendo squadra tra produttori, istituti di credito e istituzioni come l’Unione europea. Nel 2009 intensificheremo le occasioni di incontro con un budget previsto di circa un milione di euro”.

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