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Italia Oggi

E l’Australia difenderà le Ig europee ... Patto bilaterale... Le indicazioni geografiche Europee saranno tutelate anche in Australia. L’accordo bilaterale concluso il 2 dicembre scorso a Bruxelles fra la commissaria Mariann Fischer-Boel e il ministro australiano degli affari esteri, Stephen Smith, segna una tappa fondamentale non solo nei rapporti fra i due colossi del settore vitivinicolo, ma soprattutto apre un varco sulla possibilità di una tutela omnibus per i nostri marchi collettivi fra i paesi aderenti al common low. L’accordo, che andrà a sostituire quello del 1994 e indubbiamente, il più completo e articolato sul vino concluso dalla Comunità europea con un altro partner sopranazionale. Gli aspetti toccati sono, infatti, molti. Dalle pratiche enologiche al confezionamento, all’etichettatura alla protezione delle designazioni territoriali, alla disciplina sulla commercializzazione del vino. Per quanto riguarda il punto nodale delle denominazioni d’origine, l’accordo prevede l’impegno reciproco di tutelare l’uso della denominazione protetta, anche quando i vini originari siano oggetto di esportazione e commercializzazione al di fuori dei territori canadese e comunitario. Inoltre, riconoscere e tutelare la denominazione di un vino sarà possibile anche quando sia indicata la vera origine del vino, l’indicazione geografica sia tradotta, oppure, le indicazioni utilizzate siano accompagnate da espressioni quali “genere”, “tipo”, “stile”, “imitazione”, “metodo” o espressioni simili. Non saranno al contrario, ammessi la registrazione e il riconoscimento di un marchio per i vini che non siano originari del luogo cui tale indicazione geografica fa riferimento. Infine, in caso di omonimia tra le indicazioni geografiche iscritte nell’elenco allegato all’accordo, la protezione può essere accordata a ciascuna di esse purché siano state usate in buona fede. Le modalità attraverso cui sarà possibile stabilire, di comune accordo, le condizioni pratiche che permettono di distinguere l’una dall’altra le indicazioni geografiche omonime, saranno anche queste frutto di scelte concordate, che dovranno tenere conto dell’esigenza di garantire un equo trattamento dei produttori interessati e di non indurre in errore i consumatori.

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