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Italia Oggi

Un bracciale per l’alcol ... Storie di lavoro... Il capo è arrivato appena in tempo, sarebbe bastato un attimo ancora e l’elettricista Nannino lo avremmo visto in cima al capannone, nonostante avesse in corpo qualche bicchiere di troppo.
Nella immediata riunione che segue, il capo spiega che lui non può stare dalla mattina alla sera a preoccuparsi dell’alcol che bevono gli operai. Lui ha anche qualcos’altro da fare.
Fortuna che tra poco, dice, uscirà in commercio il bracciale, dal quale si può capire se il lavoratore è sobrio. Così ne compro uno per ciascuno di voi e il problema è risolto.
Non sarà tanto facile, risponde per tutti Nannino, esperto di elettricità ma anche rappresentante per la sicurezza sul lavoro.
Innanzi tutto perchè il bracciale è previsto per i detenuti e neanche loro lo vogliono! Figurati se lo metteremo noi, che siamo ancora a piede libero!
In secondo luogo, dice Nannino al capo, noi il bracciale lo potremo mettere solo se te lo metti anche tu. Non dobbiamo essere sobri soltanto noi!
Giorni fa, ad esempio, puzzavi di vino che era un piacere e non si capiva niente di quello che dicevi! Quel giorno noi operai siamo in mano ad un capo che avrebbe fatto meglio a restare a casa.
Ma il capo dice che non trova difficoltà, lo metterà anche lui il bracciale, padroni e garzoni sono perfettamente uguali nella sicurezza, come sono uguali di fronte ad un semaforo o ad uno stop.
Però qualcuno dice che il capo non lo deve mettere, quando beve puzza di vino che ancora, per lui il bracciale non serve!

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