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Italia Oggi

E sui voli o in aeroporto l’origine si serve in top class ... L’italian food d’eccellenza, tipico o anche semplicemente afferente alla tradizione culinaria del Belpaese si conferma centrale nell’offerta delle società specializzate nei catering a bordo degli aerei e ben rappresentato anche nei bar ristoranti e market ubicati negli aeroporti di tutto il mondo gestiti da grandi e medie imprese della ristorazione moderna. Sassicaia, Chianti e Barbaresco, prosciutto di Parma, parmigiano-reggiano e mozzarella di bufala, ma anche pesce fresco (dalle spigole al tonno, dalle mazzancolle allo spada) e frutta (dalle fragole al melone) rigorosamente italiani sono i cibi più richiesti dalla clientela vip (principalmente proprietari di jet o compagnie aeree private che noleggiano aeromobili) servita dalla Sunrise Inflight Catering, piccola azienda operante dall’aeroporto di Ciampino (Rm) con un giro d’affari superiore ai 500 mila euro. “Soprattutto i clienti stranieri”, spiega a ItaliaOggi Fulvia Bartolomucci, responsabile customer relations di Sunrise Inflight Catering, “ricercano vini di qualità, ma allo stesso tempo molto famosi.
Quando chiedono espressamente il Sassicaia, insomma, è difficile far comprendere loro che esistono delle alternative di pari livello fra i vini italiani, Sono invece più aperti in altre merceologie. D’estate, per esempio, accettano di buon grado di sostituire i calorici salad dressing con il più leggero e sano mix d’olio extravergine d’oliva e aceto balsamico”. Primi a base di pasta, conditi con i sughi più svariati, ma soprattutto lasagne alla bolognese, e, come antipasti caprese, prosciutto di Parma e parmigiano-reggiano sono le specialità più richieste dalle compagnie aeree commerciali sia italiane che straniere di Servair Air Chef, società del gruppo Air France nel cui azionariato figura anche Alpha Airports Group (azienda acquisita nel 2007 da Autogrill) con un fatturato di circa 90 milioni di euro, pure specializzata nell’inflight catering e attiva in tutti e 22 gli aeroporti italiani. “Proprio sull’italianità dei nostri menù e sull’impiego di materie prime nazionali, spiega Marco Visconti, responsabile commerciale e marketing di Servair Air Che “abbiamo costruito la nostra identità aziendale. Nella nostra offerta figurano anche vini italiani. Normalmente però le compagnie preferiscono curare direttamente la cantina di bordo, così da differenziarsi dalla concorrenza e dar vita a iniziative di comarketing anche legate ai loro magazine”.
E così che, per esempio, Eurofly ha stretto una collaborazione con la Marchesi de’ Frescobaldi, mentre Alitalia sui voli di lungo raggio propone vini della friulana Valle e della Cantina di Montefiascone ai passeggeri della classe economica e quelli dell’Azienda Vinicola Citra, della Zonin e della Castello Banfi a quelli della business. I passeggeri della prima classe dei voli a lungo raggio possono invece scegliere fra un’ampia gamma di etichette di vini e spumanti, che cambiano a seconda della stagione, di nove aziende vinicole. Prodotti tipici italiani, vini e specialità del territorio commercializzate grazie ad accordi in esclusiva con produttori locali, come le sfogliatelle, i babà e i ministeriali di Scaturchio nello scalo partenopeo o gli arancini, cannoli siciliani e cassatine dell’antica pasticceria Spinella in quello catanese, nei market aeroportuali (90 nei 13 aeroporti presidiati in Italia).
E ancora format di caffè e ristoranti tipici italiani in 200 aeroporti di tutto il mondo (dagli Stefani’s Tuscany Café ai Romano’s Macaroni Grill e Carramba’s Italian Grill, alle pizzerie Sbarro, ai ristoranti Ciao Gourmet Market) sono infine il modo in cui si concretizza la promozione dell’italian lifestyle da parte di Autogrill. Meno decisa appare invece la presenza di specialità tipiche italiane nei punti vendita di The Nuance Group (400 in 58 aeroporti in 20 paesi nel mondo, Italia esclusa), società svizzera ma a controllo italiano visto che a capo alle famiglie Bastianello (supermercati e ipermercati Pam e Panorama, ristoranti Brek) e Stefanel.

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