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Italia Oggi

Soldi a chi produce qualità ... Coperti i costi di promozione e tutela di Dop e Igp. Dalle politiche agricole contributi fino al 90% delle spese e anticipi fino al 50%... Euro nelle casse delle aziende che producono specialità tradizionali garantite o che si cimentano nella produzione di prodotti difesi da indicazioni geografiche e denominazioni di origine protette. Fondi che arrivano nelle tasche degli agricoltori in tempi di crisi, a copertura dei costi legati alla realizzazione di programmi di promozione dei propri prodotti in fiere, convegni e manifestazioni. Aiuti che serviranno ad alleggerire anche gli oneri che gravano sui bilanci delle imprese agricole per aver attivato iniziative di salvaguardia e tutela, anche legale, dell’immagine dei propri prodotti. In Italia e all’estero. Il tutto potendo contare su un esborso di risorse dalle casse pubbliche, che al massimo potrà coprire fino al 90% dei costi sostenuti dalle aziende. E tutto partendo da una certezza: le aziende agricole beneficiarie potranno far leva sulla possibilità di un anticipo dei contributi promessi, fino a un limite massimo pari al 50% delle spese sostenute. Anticipo che, chiaramente, potrà essere richiesto solo previa esibizione di un valido contratto di garanzia. Sono questi i pilastri su cui poggia un decreto del ministro delle politiche agricole del 19 novembre 2008, non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Inutile dire che si tratta di un provvedimento molto atteso dalla filiera (dm n. 9287). Infatti, in tempi di vacche magre (cioè di forte contrazione dei margini e di spietata competizione sul fronte dei costi) questo decreto fissa i criteri in base a cui saranno assegnati i contributi alle iniziative che promuovono il made in Italy di qualità in Italia e all’estero. Fondi che, una volta erogati, dovrebbero consentire alle aziende agricole di programmare una strategia produttiva ancora una volta giocata sul fronte della qualità. Dunque, senza retrocedere in termini di promozione del prodotto, nonostante le previsioni di contrazione dei consumi. Ma andiamo con ordine.

Un dm sblocca contributi per le spese di valorizzazione dei prodotti tutelati ai sensi dei regolamenti Ue nn. 509/06 (specialità tradizionali garantite) e 510/06 (prodotti Igp e Dop). Si tratta di produzioni che l’Italia difende con la legge n. 164/1992. Gli incentivi, come detto, serviranno a finanziare:

- la partecipazione a fiera convegni e manifestazioni, di organismi che operano per salvaguardia, la tutela e la valorizzazione dell’immagine e del qualità dei prodotti; ma anche per una migliore produzione, divulgazione e conoscenza dei prodotti a indicazioni geografica protetta, sia in campo nazionale sia internazionale;

- le iniziative dei consorzi di tutela per valorizzare e salvaguardare dare l’immagine e la tutela, anche legale, dei prodotti agroalimentari. Anche qui, sia sul fronte interno, sia su quello internazionale.

Le domande di contributo saranno selezionate in base a cinque criteri: l’impatto degli aiuti su comparti merceologici; natura del richiedente (si dà priorità ai consorzi di tutela); collaborazioni fra più imprese che richiedono fondi per iniziative di promozione riguardanti più prodotti a indicazione geografica; corretta esecuzione e precedenti progetti realizzati e contributi del Mipaaf; assenza di contenziosi con la pubblica amministrazione.

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