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Italia Oggi

Spumanti non solo a Natale ... Il prosecco trama i consunti di bollicine tutto l’anno. Nuovo trend di mercato. La Germania è il paese che consuma e che produce di più... Anche se rimane il picco sotto le feste di Natale, il consumo di spumante italiano inizia a non essere concentrato più soltanto in un determinato periodo dell’anno. Secondo i dati del Forum Nazionale degli spumanti si è passati, “dall’85% di consumo a dicembre del 1980 al 72% del 2008. Un trend che si avvicina allo champagne bevuto dai francesi per il 65%” sotto le feste.

Un dato confermato anche da Gianluca Bisol, produttore di Valdobbiadene. “Il Prosecco doc è diventato un prodotto da tutti i giorni ed è in assoluto il vino spumante che riscuote più successo nel mondo delle bollicine. Si può dire che rappresenti il fenomeno della destagionalizzazione dei consumi. Più di ogni altro il Prosecco è diventato lo spumante della quotidianità con un gusto poliedrico che si abbina a molti piatti, dall’aperitivo al dolce”.
Per ampliare il consumo di bollicine i produttori di Anima, associazione metodo classico autoctono, puntano sul territorio e sui vitigni tipici come quali l’Erbaluce di Caluso, l’Arneis del Roero, il Priè Blanc di Morgex e La Salle come base di vini spumanti.
“Anima raggruppa il 70% della produzione metodo classico ottenuta da vitigni autoctoni docg”, spiega Gian Luigi Orsolani, presidente dell’associazione e produttore di Erbaluce a Caluso (To). “Rappresentiamo una produzione di circa 1,5 milioni di bottiglie, il 10% del mercato del metodo classico che viene realizzato con uve Cabernet, Syrah , Pinot, Merlot, Chardonnay e Sauvignon. Una produzione e un mercato in crescita grazie anche al la maggior attenzione mostrata verso i nostri prodotti. E’ cambiato il rapporto con il consumatore che oggi è “orgoglioso” di bere vino spumante del suo territorio realizzato con lugana, gavi o verdicchio. C’è l’orgoglio di acquistare un prodotto originale, della zona, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia. Si innesca un processo di conoscenza che ci ha fatto crescere in tre anni del 50%”. Gli spumanti metodo classico, fermentati in bottiglia, che hanno come base i vitigni autoctoni “possono favorire il consumo “quotidiano”, destagionalizzare gli acquisti in quanto con loro si vende il territorio, la cultura che sta dietro alla produzione di un vino”.

E se i Paesi produttori, Italia e Francia, acquistano spumante e champagne per ricorrenze e feste, “non è così per i “neofiti” che meglio si sono abituati a considerare le bollicine un vizio quotidiano”, commenta Giampietro Comolli del Forum Spumanti.
“Tuttavia, quello che emerge da noi, e che il 72% del consumo è prevalentemente domestico, un consumo più che raddoppiato che va di pari passo con la destagionalizzazione. Il consumo a casa favorisce un più libero abbinamento a tavola, non solo per aperitivo o dessert. Inoltre sui consumi durante tutto l’arco dell’anno ha inciso l’offerta dei rosati. Nel 1980 se ne consumava una bottiglia su cento, oggi siamo a 16-17”.
A far concorrenza all’Italia nelle bollicine, ne produce 300 milioni di bottiglie ne consuma 165 milioni, c’è la Germania.
“I tedeschi sono i più grandi produttori (480 milioni di bottiglie) e consumatori (600 milioni) al mondo di bollicine”, continua Comolli, “seguiti da Francia che produce 420 milioni di
bottiglie e ne consuma 250 milioni, e da Spagna con 240 milioni di bottiglie prodotte e 110
milioni consumate”.

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